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Si conclude il progetto Caulerpa Sicilia: giovedì 27 convegno scientifico

Giunge a conclusione il Progetto Caulerpa sulla presenza  dell’alga aliena della specie Caulerpa lungo le coste meridionali della Sicilia e sulle specie aliene  nel Mediterraneo centrale.

Presentati  ieri mattina dal direttore Francesco Licata di Baucina  nella sede dell’ Agenzia i risultati  del progetto  ai giornalisti, mentre gli approfondimenti scientifici e le ulteriori iniziative e valutazioni sul tema della tutela della biodiversità marina e delle future iniziative, sono state rimandate al convegno scientifico di giovedi’ 27.

Nel corso della giornata conclusiva di studi, che si svolgerà   a  partire dalle 9:30, presso l’Hotel Astoria Palace di Palermo (via Monte Pellegrino), saranno  infatti discussi nel dettaglio dagli esperti  di ARPA Sicilia, CNR e ISPRA, i partner del progetto e da biologi marini di fama nazionale,  i risultati del monitoraggio compiuto in questi due anni e mezzo di attività. Una tavola rotonda è prevista nel pomeriggio, a partire dalle 15, durante la quale verrà approfondito il tema della  bio-invasioni nel Mediterraneo e saranno presentate le linee di indirizzo per la programmazione degli interventi necessari, con il contributo delle associazioni della pesca, degli ambientalisti, degli organi di vigilanza in mare e dei funzionari regionali coinvolti nella tutela ambientale.

“Ribadiamo  il messaggio che il fenomeno alga caulerpa, nelle sue specie presenti racemosa e taxilofia lungo le coste siciliane, non è del tutto rientrato, permane ma non presenta caratteri di allarme al momento – ha spiegato il direttore dell’ Arpa Sicilia Licata di Baucina – come dimostrano i monitoraggi effettuati lungo le aree più impattate della costa meridionale  e a largo di Lampedusa. Ma un mare pulito e meno impattato dalla pressione antropica sono la migliore garanzia che il fenomeno non ritorni a presentarsi in misura massiccia come negli anni passati riscontrato dai pescatori. Inoltre, utilizzando gli strumenti economici forniti dalla Marine Strategy, in convenzione con il ministero per l’ Ambiente, riusciremo a garantire la continuità  dei monitoraggi marini per controllare i fenomeni dell’ inquinamento sotto costa ed in mare aperto, di cui Caulerpa è stato il primo importante campanello d’ allarme in Mediterraneo”.

Il progetto – Il Progetto  Caulerpa nasce nel 2009, in risposta alle  numerose segnalazioni dei pescatori delle marinerie del Canale di Sicilia che lamentavano la presenza di consistenti quantitativi di alghe non autoctone nelle reti, con conseguente grave disagio per il normale svolgimento dell’attività di pesca. L’alga responsabile del fenomeno è stata prevalentemente identificata in due specie: la Caulerpa taxifolia e la Caulerpa racemosa. La presenza nei fondali dell’isola di tali alghe era, da alcuni anni, frequentemente segnalata da biologi marini e subacquei.  Il Dipartimento Regionale della Pesca Mediterranea, nel 2010, ha sottoscritto una convenzione con ARPA Sicilia per la costituzione di un “Partenariato istituzionale Aree Marino Costiere, Risorse alieutiche e attività connesse”, nell’ambito della quale ha affidato all’Agenzia lo svolgimento delle indagini ambientali sui fenomeni di diffusione di Caulerpa taxifolia e Caulerpa racemosa lungo le coste siciliane. Le aree oggetto d’indagine sono state individuate nel tratto del Canale di Sicilia compreso tra Porto Palo di Capo Passero e Capo Granitola, dove con maggiore frequenza è stata segnalata la presenza di Caulerpe.

La campagna di comunicazione – Due convegni scientifici, insieme a quattro seminari di approfondimento rivolti ai pescatori e al popolo del mare presso le  marinerie costiere di Scoglitti, Sciacca, Mazara e Termini Imerese, e le attività di animazione e informazione ambientale nei porti e in prossimità delle AMP,  sono stati  i momenti di divulgazione più partecipati previsti all’interno della campagna di comunicazione “Lasciamo che il mare rimanga una favola blu”.  Lo scopo della campagna, sensibilizzare la cittadinanza, le associazioni dei pescatori e i bagnanti ad adottare buone prassi volte a salvaguardare l’ecosistema marino-costiero, ha portato alla realizzazione e diffusione del decalogo delle buone pratiche per la tutela degli organismi marini.

I risultati e le raccomandazioni degli esperti – I primi risultati ottenuti dalle indagini effettuate da Arpa Sicilia (Struttura Territoriale di Ragusa) dal Cnr e dall’Ispra erano già stati anticipati in occasione del primo convegno nel mese di luglio. “Il progetto – ha spiegato Lucia Antoci, Direttore della Struttura Territoriale Arpa di Ragusa – ha affrontato diversi aspetti nella sua complessità, la conoscenza del fenomeno legato alla presenza di alga aliena Caulerpa racemosa e taxifolia, la proliferazione negli anni, l’impatto sulle popolazioni bentoniche e sulla pesca”. La zona più impattata dalla presenza di Caulerpa sembra essere circoscritta alla costa meridionale dell’isola. L’espansione della Caulerpa è dunque in fase regressiva, rispetto alle condizioni allarmanti denunciate nel 2009. I danni dell’alga aliena sono noti: la specie Racemosa produce tossine, crea anossia sui fondali, modifica le abitudini dei pesci, e riduce  la capacità di recupero dell’ ambiente marino.  L’Agenzia evidenzia, comunque  l’azione di sensibilizzazione e diffusione, presso tutti gli utenti del mare, dei  pericoli rappresentati dalle specie aliene che minacciano la salvaguardia dell’ecosistema e della sua biodiversità.

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