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Si apre la nuova stagione del Teatro Biondo di Palermo

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Da Paolo Rossi a Ottavia Piccolo, da Moni Ovadia a Simone Cristicchi, da Pino Caruso a Marco Paolini, da Stefano Accorsi a Rocco Papaleo, da Laura Marinoni ad Anna Bonaiuto. Sono alcuni dei protagonisti della nuova stagione del Teatro Biondo Stabile di Palermo, diretto da Roberto Alajmo. Si alterneranno con alcuni dei maggiori interpreti e registi del teatro siciliano, a cominciare dall’artista residente Emma Dante, che inaugurerà la stagione il 24 ottobre con la nuova produzione dello Stabile: Io, nessuno e Polifemo, cui farà seguito la sua Operetta burlesca, in scena a maggio.

La stagione del Biondo si propone di consolidare il percorso di rinnovamento avviato lo scorso anno. Alla luce dei risultati molto positivi, raggiunti in termini di pubblico e di consenso cittadino, la nuova programmazione approfondisce le linee portanti del nuovo corso, dando spazio ad alcune affermate esperienze artistiche siciliane e a giovani autori, e compagnie che contribuiscono a disegnare i contorni della nuova scena teatrale palermitana. Parallelamente, saranno proposti diversi spettacoli dove i confini tra categorie e generi sfumano nell’originalità delle scritture e nel felice connubio tra prosa, musica e linguaggi diversi. Lo slogan della stagione è: “Quello che non ti aspetti”, per rimarcare l’originalità delle proposte e la loro distanza dal teatro di prosa convenzionale.

Anche nel caso dei pochi spettacoli basati su testi e autori di repertorio, si tratta di originali riletture critiche, che sfruttano soluzioni sceniche d’avanguardia, come nel caso di Non si sa come di Pirandello, riletto da Pino Caruso in chiave psicanalitica; L’onorevole di Sciascia nella messa in scena di Vetrano e Randisi; il Decamerone di Boccaccio “raccontato” da Stefano Accorsi con la regia di Marco Baliani; Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo rivisitato da Fausto Russo Alesi, uno di quei palermitani da tempo migrati e apprezzati fuori dalla Sicilia.

Accanto a loro, una geografia storica e sociale dell’Italia, per ricordare anche il centenario della Grande Guerra, attraverso le narrazioni di Moni Ovadia e Giuseppe Cederna; la questione meridionale raccontata in musica da Rocco Papaleo; il dramma delle foibe nel teatro-canzone di Simone Cristicchi; la maschera di Arlecchino, che offre a Paolo Rossi lo spunto per irresistibili divagazioni sul teatro, sulla commedia dell’arte e sulla contemporaneità.

Intorno al lavoro di Emma Dante, che si intensificherà ulteriormente con l’avvio del primo corso per attori della “Scuola dei Mestieri dello Spettacolo”, diretta proprio dalla regista, si coagulerà una rosa di artisti siciliani che rappresentano la punta più avanzata della ricerca contemporanea: Vincenzo Pirrotta, alle prese con una rilettura di Eschilo insieme ad Anna Bonaiuto, Gigi Borruso, Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco, Giuseppe Cutino, Sabrina Petyx, Clara Gebbia, Alfio Scuderi, Lina Prosa, che dopo Lampedusa Beach proporrà il secondo capitolo della Trilogia del naufragio sul dramma dell’immigrazione: Lampedusa Snow.

A completare questo frastagliato paesaggio teatrale, che restituisce la varietà di linguaggi, di temi ed esperienze della scena contemporanea, sono stati chiamati Marco Paolini, che coinvolgerà il pubblico in una riflessione su Galileo Galilei; Ottavia Piccolo, che darà voce agli scritti e alle esperienze della giornalista Anna Politkovskaja, uccisa per i suoi coraggiosi reportage sulla Russia di Putin.

In tutto 20 spettacoli – di cui 10 produzioni – divisi tra Sala Grande (11 spettacoli proposti in nove turni ciascuno, tre in più dello scorso anno) e Sala Strehler (9 spettacoli), distinti in due differenti proposte d’abbonamento.

Abbonamenti a partire da lunedì 8 settembre, riconferme entro il 28 settembre.

Il presidente del Teatro Biondo, Giovanni Puglisi, commenta così la nuova stagione: «Ho apprezzato moltissimo, insieme al Consiglio di Amministrazione, la passata stagione teatrale, che ha restituito credibilità, prestigio e pubblico al Teatro Biondo. Considero il nuovo cartellone un auspicio per il consolidamento e il potenziamento dei risultati raggiunti».

Il direttore Roberto Alajmo: «Spero sia la stagione che spazzerà via l’ultima polvere che gli anni hanno depositato sul Teatro Stabile di Palermo. Nella programmazione ho cercato di abbattere le barriere fra i generi diversi, mescolando musica, prosa e narrazione. Vorrei smantellare la convinzione che a teatro si vada con l’idea di dover assolvere un dovere, quasi espiare il peccato di essere colti. A teatro bisogna entrare con spirito curioso e felice. Mi piacerebbe vedere molti giovani, quest’anno, al Biondo».

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