Messina Denaro, lo Stato svuota le casse del clan. Russo (FdI): “Azione incessante”
Il senatore dell'antimafia applaude il maxi sequestro della Dda di Palermo e della guardia di finanza contro il tesoro del clan

ANTIMAFIA
L’ombra di Matteo Messina Denaro si accorcia ulteriormente sul territorio siciliano. Il massiccio sequestro di questa mattina riconducibile al boss di Castelvetrano segna un punto di non ritorno nella strategia di smantellamento economico dei clan. La reazione del mondo istituzionale non si è fatta attendere, evidenziando la centralità della caccia ai capitali illeciti per disinnescare definitivamente la capacità operativa di Cosa nostra.
Il senatore di Fratelli d’Italia, Raoul Russo, componente della commissione parlamentare Antimafia, ha commentato con fermezza l’esito dell’operazione, definendola come la prova di un impegno totale delle istituzioni. Russo ha sottolineato l’efficacia della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, che coordina senza sosta le indagini sin dal giorno della cattura del superlatitante.
“Ancora un successo contro la mafia. La scoperta e il sequestro del tesoro di Matteo Messina Denaro, legato a lunghi traffici di droga, è la prova che lo Stato non sta lasciando nulla al caso e che intende regolare tutti conti in sospeso con Cosa nostra. Grande merito alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo guidata da Maurizio de Lucia, che dal giorno in cui è riuscita ad arrestare il boss di Castelvetrano non si è fermata ed è andata a caccia del patrimonio illecito accumulato negli anni dal clan. Un’azione incessante che oggi, grazie alle indagini sapienti della guardia di finanza, è giunta ad un altro passo decisivo. Adesso è importante continuare a scovare la restante parte del patrimonio per assestare ulteriori colpi alla mafia”
– Il senatore di Fratelli d’Italia, Raoul Russo, componente della commissione parlamentare Antimafia
La pressione investigativa sul territorio tra Trapani e Palermo resta altissima. Gli specialisti della Guardia di Finanza continuano a tracciare i flussi finanziari e i prestanome della rete di supporto del boss. Questo colpo all’arteria economica del clan dimostra che la lotta ai patrimoni mafiosi rimane la strada maestra per bonificare il tessuto sociale ed economico della Sicilia.



