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Scandalo Regione Sicilia. I nomi di tutti gli arrestati

Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars (foto Internet)

In merito all’indagine che ha portato all’ arresto questa mattina all’alba di Fausto Giacchettol’operazione condotta dalla Guardia di Finanza ha coinvolto 17 persone.

I nomi dei politici indagati: gli ex assessori al Lavoro Carmelo Incardona (An) e Santi Formica (Pdl), l’ex consigliere comunale di Palermo Gerlando Inzerillo (Grande Sud), sono chiamati in causa per corruzione. Di finanziamento illecito ai partiti devono invece rispondere: Salvatore Sanfilippo (candidato sindaco al Comune di Santa Flavia, Palermo), Nicola Leanza (ex assessore al Lavoro, oggi deputato regionale e fino a qualche settimana fa capogruppo dell’Udc), Gaspare Vitrano (ex deputato regionale del Pd attualmente sotto processo per concussione), Salvino Caputo (ex deputato regionale Pdl, di recente decaduto dall’assemblea regionale siciliana dopo una condanna definitiva per tentato abuso d’ufficio). Il senatore Pdl Francesco Scoma è indagato per corruzione. L’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, anche lui Pdl, è invece indagato per finanziamento illecito dei partiti.

I nomi degli arrestati per l’inchiesta sul Ciapi: Faustino Giacchetto, Stefania Scaduto (segretaria di Giacchetto), Francesco Riggio (avvocato penalista e presidente del Ciapi), Pietro Messina, Concetta Argento (moglie di Giacchetto), Gaspare Lo Nigro (ex dirigente generale dell’Agenzia regionale per l’Impiego e la Formazione professionale), Luigi Gentile (ex assessore regionale), Domenico Di Carlo (responsabile, per conto del Consorzio Asi di Palermo, del progetto In.La Sicilia), Gianmaria Sparma (ex assessore regionale). Ai domiciliari Sandro Compagno (capo area amministrativa del Ciapi), Carmelo Bellissimo (responsabile acquisti Ciapi) e Massimiliano Sala.

Per l’indagine riguardante quattro gare dei Grandi eventi della Regione,sono finiti in manette l’imprenditore Luciano Muratore e il funzionario regionale Antonino Belcuore. Ai domiciliari, con l’accusa di corruzione, vanno invece il dirigente dell’assessorato al Turismo Elio Carreca e il vicario del capo di gabinetto dell’assessore al Turismo Bruno De Vita.

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