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Santa Rosalia, tre giorni al Santuario. E la “Santuzza” diventa un brand

La Santa di tutti, di chi è nato a Palermo e di chi ha scelto questa città, di chi sta soffrendo la crisi e di chi si pone delle domande. Nel nome di Santa Rosalia si uniscono persone diverse per cultura, nascita e religione, la Santuzza è stata sempre un simbolo di condivisione non solo per la Chiesa.

Anche la storia di Rosalia Sinibaldi è colma di riferimenti agiografici strettamente legati a luoghi diversi della Sicilia, il ritrovamento delle sue ossa e la liberazione della città dalla malattia assumono oggi un valore diverso: la peste dell’oggi, va di pari passo alla riscoperta dei valori, al di là di ogni e qualsiasi sintesi religiosa. Per questo motivo il Santuario di Santa Rosalia a Montepellegrino, retto da don Gaetano Ceravolo, sacerdote dell’Opera del Don Orione, è diventato simbolo interreligioso di condivisione.

Nel triennio 2014-2016 ricorrono importanti anniversari legati alla patrona di Palermo: il Santuario vuole quindi promuovere una “tre giorni” e un unico “brand”, che abbia il suo centro in un luogo dove possano confluire senza barriere, esperienze diverse, culturali, didattiche, sociali.

Verranno ricordati per la prima volta tre avvenimenti importantissimi:

nel 1624, il 26 maggio, Girolama La Gattuta ha sul monte una duplice visione: in sogno le appare la Vergine Maria con Gesù Bambino in braccio e le dice di scavare nella grotta perché avrebbe trovato “un tesoro, una Santa”. Girolama si sveglia, sta bene e si riaddormenta. Sempre in sogno vede in fondo alla grotta una giovane che prega in ginocchio vestita di sacco vecchio (arbaxio). (390° anniversario).

29 maggio, l’inizio degli scavi nella grotta a Montepellegrino.

9 giugno, la prima processione con le reliquie di santa Rosalia e il miracolo della guarigione pubblica delle persone infette e del blocco della peste (389° anniversario).

Il triennio di manifestazioni – nel 2015 cade il 390° anniversario della processione miracolosa che debellò la peste; nel 2016, quello dell’avvio della costruzione del santuario – sarà unito da un unico logo ad indicare un brand preciso e individuabile: tre rose di colori diverse racchiuse da uno scudo, condivisione di religioni, cultura e arte. Il brand “Rosalia -The Experience” indicherà un unico luogo dove convivono esperienze culturali, didattiche, interreligiose. Il logo – ideato da Barbera & Partners – sarà apposto su gadget ed oggetti in vendita al Santuario, uno dei luoghi più visitati di Palermo.

Tre date simbolo che oggi, a distanza di 390 anni, diventano una linea continua lungo cui correranno una serie di manifestazioni, rievocazioni, incontri, una mostra didattica e infine, un incontro interconfessionale. Diversi artisti hanno offerto il loro contributo alle serate.

26 maggio, la rievocazione. Il programma delle manifestazioni si apre lunedì 26 maggio alle 17 con una breve rievocazione storica della visione di Girolama La Gattuta, e una preghiera di ringraziamento. Presenti il cardinale Paolo Romeo, il sindaco Leoluca Orlando, il presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando, i sindaci di Ciminna, Vito Catalano, Santo Stefano di Quisquina, Francesco Cacciatore e Bivona, Giovanni Panepinto, cittadine legate in tempi diversi alla vita della Santuzza. Sarà anche presentato il brand “Rosalia – The Experience” e inaugurata un’esposizione di pannelli illustrativi dei documenti sul ritrovamento dei resti mortali di Santa Rosalia. Le trombe egiziane, i tamburi e gli sbandieratori “Ibla Major” coroneranno festosamente l’incontro. Alle 20 la messa, alle 21 note nella santa grotta. A mezzanotte, la prima delle preghiere per Palermo che segneranno la fine di tutti e tre i giorni di manifestazione.

29 maggio, la preghiera per lavoratori e disoccupati.  Alle 9,30 la preghiera per i lavoratori e i disoccupati. Presenti gli alunni, gli insegnanti e il personale delle scuole di formazione professionale. Alle 18, racconti e curiosità sulla Santuzza e su Montepellegrino, a cura di Girolamo Mazzola, archivista del santuario. Presente l’assessore all’Ambiente Francesco Maria Raimondo che parlerà della  proposta, nel 1959, di George Evelyn Hutchinson, presidente dell’American Society of Naturalists, di indicare santa Rosalia come patrona degli studi di Biologia Evoluzionistica. L’indicazione era legata alla scoperta di alcuni rari microorganismi avvenuta nella pozza d’acqua all’interno della grotta della santa. Alle 20 messa per lavoratori, disoccupati e ricercatori. Alle 21 intrattenimento con Marcello Mordino, Sandy Di Natale, Stefania Blandeburgo, Supernova Sound.

9 giugno, un minuto di silenzio. Alle 18, la Messa; alle 19 a piazzale del “Belvedere cardinale Pappalardo”, incontro interconfessionale tra i rappresentanti di varie religioni che intoneranno una  preghiera per la città, in nome del bene comune, per lo sviluppo e la crescita interiore. Presente l’assessore alla Partecipazione Giusto Catania che parlerà di una Palermo aperta alle diverse culture; interverranno Nadia Barbera e Gigi Mangia. Alle 21, un minuto di silenzio: città e santuario uniti nel desiderio di pace e amore, di un agire etico da parte di tutti, governanti e cittadini. Alle 21,30 “Lights and aerial dances” di Josh Rizzuto e Marika Riggio – Collettivo di bottega;  “U fistinu di Santa Rosalia” del cantastorie Antonio Tarantino, con Giorgia, Alessandro e Agostino Tarantino, concerto di Mari Salvato. A mezzanotte, preghiera di ringraziamento e canto del “Te Deum Laudamus”.

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