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Samonà: “La mafia si sconfigge con la cultura, non solo con la repressione”

L'ex assessore regionale rilancia il ruolo strategico di musei, teatri e patrimonio culturale a tre anni dalla cattura di Messina Denaro

A tre anni dalla cattura di Matteo Messina Denaro, Alberto Samonà rilancia il ruolo strategico del patrimonio culturale nella lotta alla criminalità organizzata. L’ex assessore regionale ai Beni culturali e attuale membro del CdA del Parco Archeologico del Colosseo invita a investire su musei, teatri e biblioteche come presìdi di legalità.

La cultura come antidoto alla mafia

Alberto Samonà, membro del Consiglio di amministrazione del Parco Archeologico del Colosseo e già assessore ai Beni culturali della Regione Siciliana, sceglie l’anniversario della cattura di Messina Denaro per lanciare un messaggio chiaro: la repressione da sola non basta.

“La mafia si combatte certamente con l’azione repressiva, indispensabile, ma soprattutto con la Cultura”, dichiara Samonà, che punta il dito contro i miti del potere violento e il fascino tossico dei modelli fondati sulla sopraffazione. L’obiettivo è smontare l’illusione del successo facile e l’arroganza spacciata per valore.

Secondo Samonà, i luoghi della cultura rappresentano veri e propri presìdi civili. Musei, siti archeologici, biblioteche e teatri diventano spazi di libertà e strumenti di emancipazione per le comunità. “Investire nel patrimonio culturale significa investire in una società più consapevole, più giusta, più impermeabile alle logiche mafiose”.

Colmare il vuoto che alimenta la criminalità

L’ex assessore regionale individua nel vuoto culturale il terreno fertile per la mafia, ancora prima dei problemi economici o sociali. “Dove prospera la mafia, quasi sempre esiste un vuoto culturale. Colmarlo richiede un lavoro lungo e profondo” afferma Samonà, che identifica nella costruzione di coscienza critica e senso civico gli strumenti per riconoscere il bene comune.

Il dialogo con i giovani, priorità assoluta

Samonà richiama l’attenzione sul legame sempre più fragile tra i giovani e la società. “Una comunità che non dialoga con le nuove generazioni lascia spazio ai modelli peggiori” avverte, invitando a creare le condizioni perché i ragazzi possano investire sul proprio futuro.

L’esperienza al servizio del territorio

Forte dell’esperienza maturata come assessore ai Beni culturali della Sicilia e da quasi tre anni nel Consiglio di amministrazione del Parco Archeologico del Colosseo, Samonà rivendica la centralità delle arti, della cultura del libro e del patrimonio culturale come scelte decisive. “Tutelandolo e valorizzandolo, costruiamo consapevolezza e senso di appartenenza. In definitiva, per amare la nostra Terra e provare davvero a migliorarla” conclude.

Una società culturalmente viva, consapevole e coesa resta la più forte risposta possibile alla mafia. A tre anni dalla cattura dell’ultimo grande latitante, le parole di Samonà rilanciano una sfida che la Sicilia non può permettersi di perdere.

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