PoliticaPrimo Piano

Salvini a Palermo. “I siciliani, gente con una testa e un cuore”

Il leader di Noi con Salvini per la prima volta a Palermo è accolto da un gruppo di giovani contestatori al grido di “Salvini vattene, torna in Padania, Lega ladrona Palermo non perdona”

E’ giunto nella tana del lupo Matteo Salvini. Palermo non ha certo steso drappi per l’arrivo ieri pomeriggio in Sicilia del leader della Lega Nord e fondatore del movimento che porta il suo stesso nome. Come era prevedibile, e in realtà anche annunciato, un folto gruppo di contestatori per lo più giovani che si sono autodefiniti “L’orgoglio terrone” lo hanno accolto nella centralissima via Roma al grido di “Salvini vattene, torna in Padania, Lega ladrona Palermo non perdona”.

All’Hotel delle Palme, l’europarlamentare si è incontrato con i suoi sostenitori, cittadini curiosi, vecchi lupi di mare della politica siciliana, ma anche un gruppetto di pescatori che tre giorni fa ha tenuto una conferenza stampa organizzata ad hoc da Francesco Vozza, già responsabile di Casa Pound del capoluogo ed ora fedelissimo di Salvini, per aprire la strada al “lumbard” che insultava i meridionali cantando «Senti che puzza / scappano anche i cani / sono arrivati i napoletani».

Acqua passata, per carità! Il leader del Carroccio vestito di nuovo ha fatto solenne autocritica sul rapporto tra il Sud e la Lega Nord, ammettendo gli errori del passato “Cosa mi ha fatto cambiare idea sui meridionali? I fatti. Probabilmente il Sud lo conoscevo poco, ho fatto e abbiamo fatto degli errori”.  La puzza, però, ieri c’era eccome. E non era certo quella della terra dalla quale proviene il dispregiativo con cui per anni Bossi & Co appellavano i meridionali, ma il lezzo delle uova marce lanciate dai manifestanti al suo arrivo.

Insulti contro cui Matteo Salvini fa spallucce: “Mi piacerebbe essere contestato sulle idee- dice davanti alla ressa di cronisti-  sull’uscita dall’euro, sullo stop all’immigrazione, sul no alla legge Fornero, sulle partite iva, non sulla forma ma sulla sostanza. Ecco, su questa sono pronto a confrontarmi con chiunque perché la Sicilia ha delle potenzialità enormi, che Roma e Bruxelles non permettono che siano sfruttate. Sulla forma abbiamo già chiesto scusa per i toni del passato, ma il tema è la disoccupazione, non la giacca, la cravatta e la felpa”.

Una presa di posizione forse un po’ furbetta, motivata dalla preoccupazione di intercettare il voto populista presente anche nell’Isola. “I siciliani non sono dei cretini, non è che io vengo qua in mezzo alle bestie a dargli la biada. C’è gente con una testa, con un cuore e se ritiene le mie battaglie giuste, mi vota, altrimenti se mi considera uno scemo non lo fa” . Se lo dice lui, c’è da crederci che i siciliani hanno una testa e un cuore, che appartengono insomma al genere umano. Una sicurezza ostentata, quasi a farsi scudo delle urla che provengono fuori dall’edificio, che qualcuno dei presenti ha bollato come arroganza: “Viene qui, dopo che per anni ci ha insultati. Ha un piglio saccente, malgrado non abbia gli elementi per esserlo, e crede di poterci prendere per i fondelli”.

Il leader di Noi con Salvini parla e infiamma la platea, usa toni duri contro la politica siciliana definendo il governatore dell’Isola, Rosario Crocetta,  “una calamità naturale. Peggio di lui difficilmente qualcuno avrebbe potuto fare. L’autonomia alla Crocetta è fallimentare. Sono autonomista fino al midollo, ma in questo sono d’accordo con Pietrangelo Buttafuoco, perché in Sicilia l’autonomia è stata spesso utilizzata per alimentare clientele e intascare i soldi”.

A proposito di autonomia e di autonomismi, chiediamo a Salvini se il suo nuovo progetto politico, che intende presentarsi come un movimento nazionalistico rinnegando così le istanze localistiche passate, aprirà le porte alle istanze separatiste di Sicilia Nazione, il movimento indipendentista fondato dall’ex assessore regionale Gaetano Armao: “No, assolutamente- risponde- non ho sentito nessuno e non sono interessato”. Eppure, era stato lo stesso Armao a confermarci di aver già preso contatti con Noi con Salvini. Ma tant’è.

Quindi, prende immediatamente le distanze dalla mafia sottolineando che “i mafiosi sono nostri nemici e chiunque ha parenti mafiosi fino alla terza generazione con noi non può avere niente a che vedere”.

E sui riciclati della vecchia Dc e degli altri partiti, in sala non passa inosservata la figura dell’ex presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, Guido Lo Porto, storico esponente del Msi prima e di An poi, risponde che il suo movimento starebbe tenendo alta la guardia per evitare ingressi di persone discusse: “In tanti hanno bussato alla nostra porta ma hanno trovato chiuso”.

A chi invece gli chiede del coordinatore regionale Angelo Attaguile, deputato della Lega Nord, con un passato di democristiano doc e già esponente di spicco dell’ Mpa di Lombardo, tira fuori una battuta: “C’è un cinque per cento di democristiani perbene e quelli sono con noi. Angelo Attaguile è con la Lega dalla prima ora e non può di certo essere accusato di esser salito sul carro dei vincitori”.

Non poteva mancare una stoccata a Renzi, “Si tratta del peggior centralista dopo il Ventennio”, e a Berlusconi: “Spero che il fallimento del patto del Nazareno lo abbia fatto svegliare. Meglio tardi che mai, anche se fino a ora ha retto il gioco del Pd. Renzi è un occupatore di poltrone. Un pericolo della democrazia e noi avvertivamo Berlusconi dallo scorso anno, ma lui lo ha capito solo adesso. Mi incontrerò con Berlusconi e vedremo”.

Non finisce qui. Il leader leghista si spinge a dire  che ci sarebbero pure esponenti grillini pronti a passare con il suo movimento: “Ci sono diversi 5 stelle che bussano e se non sono palesemente di sinistra, allora sono i benvenuti”. Non aggiunge altro, non chiarisce chi siano i pentastellati pronti a salire sul suo Carro-ccio.

Marina Pupella

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button