Saline di Trapani verso il riconoscimento MAB UNESCO, confronto acceso tra tutela ambientale e futuro del porto
A Palermo istituzioni, imprese e operatori del cluster portuale discutono della candidatura UNESCO. Tardino: “Serve tempo per valutare i pro e i contro del progetto”

PALERMO 16 maggio 2026 – La candidatura delle Saline di Trapani a sito MAB UNESCO apre un confronto sempre più delicato tra valorizzazione ambientale, sviluppo economico e futuro del porto commerciale trapanese.
Il tema è stato al centro di un incontro istituzionale svoltosi nella sede dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, a Palermo, dove rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e del comparto portuale hanno discusso delle possibili conseguenze del progetto sul territorio.
Al momento, il nodo principale riguarda l’impatto che un eventuale riconoscimento UNESCO potrebbe avere sulle attività operative e industriali dell’area portuale di Trapani. Un tema che, nelle ultime settimane, ha alimentato preoccupazioni tra imprese, operatori logistici e lavoratori dello scalo.
La presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Annalisa Tardino, ha chiarito che l’Autorità non intende assumere decisioni affrettate su un dossier considerato strategico.
“Ringrazio la Camera di Commercio per la presenza a un incontro che l’Autorità ha fortemente voluto. Allo stato attuale, non ritengo vi siano le condizioni per assumere decisioni definitive: ho rappresentato con chiarezza la necessità di disporre del tempo necessario per valutare con attenzione un progetto che risale al 2023 e rispetto al quale il coinvolgimento dell’Autorità di Sistema portuale è avvenuto soltanto negli ultimi mesi.
Ritengo certamente interessante e prestigiosa l’ipotesi di avere a Trapani il primo porto commerciale italiano inserito in un sito UNESCO. Si tratta di una prospettiva che merita attenzione e rispetto, così come meritano piena considerazione il pregio ambientale e culturale dell’iniziativa, che nessuno mette in discussione.
Tuttavia, a oggi, non disponiamo di elementi sufficienti per comprendere se la candidatura possa comportare limitazioni sul piano operativo, infrastrutturale o autorizzativo per il porto. In questa fase, la tutela dell’occupazione, dell’operatività dello scalo e delle sue prospettive di sviluppo rappresentano per noi priorità assolute”.
Il presidente ha poi aggiunto: “Per questa ragione ho espresso l’esigenza di una tempistica più adeguata, che consenta approfondimenti puntuali e una valutazione equilibrate, capace di conciliare le esigenze di tutela ambientale con quelle di crescita, funzionalità e competitività del porto.
Le ulteriori ipotesi emerse nel corso dell’incontro saranno sottoposte nei prossimi giorni all’attenzione del Comitato per le proprie valutazioni. L’obiettivo condiviso rimane quello di individuare un equilibrio sostenibile tra valorizzazione del territorio e piena salvaguardia delle attività portuali e produttive”.
Il presidente Tardino ha inoltre ribadito l’impegno dell’Autorità di Sistema sul porto di Trapani e sulle opere infrastrutturali già avviate: “La nostra progettualità su Trapani non si è mai fermata e la garanzia dell’occupazione continua a rappresentare una delle nostre priorità fondamentali”.
Nel corso del confronto è emersa anche una proposta destinata probabilmente ad aprire una nuova fase del dibattito: l’eventuale esclusione dell’area portuale e industriale dal perimetro della candidatura MAB UNESCO.
A rilanciare questa ipotesi è stato Pino Pace, commissario straordinario della Camera di Commercio di Trapani, che ha sottolineato come il riconoscimento MAB non introdurrebbe automaticamente nuovi vincoli, ma potrebbe rappresentare un’opportunità importante per il territorio sotto il profilo culturale, ambientale e turistico.
Per superare le resistenze emerse nel cluster portuale, Pace ha quindi proposto di ridisegnare i confini dell’area interessata dalla candidatura, lasciando fuori porto e zona industriale. La proposta sarà adesso valutata dal comitato promotore convocato per il 19 maggio.
Sul fronte delle imprese portuali, il presidente di Assiterminal e della Riccardo Sanges & C., Gaspare Panfalone, ha evidenziato il clima di forte attenzione che si respira tra i lavoratori dello scalo.
“Non possiamo ignorare l’appello chiaro arrivato dai lavoratori del porto, che hanno espresso con grande responsabilità la loro preoccupazione per il futuro dello scalo e delle proprie famiglie.
Per questo esprimo grande soddisfazione per il risultato raggiunto durante la riunione e per il clima di confronto istituzionale che si è creato. Ho apprezzato la proposta avanzata dal presidente della Camera di Commercio di Trapani Pino Pace di ridisegnare i confini del sito MaB UNESCO escludendo l’area porturale e industriale, così come ho apprezzato il modo equilibrato e attento con cui la presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale Annalisa Tardino ha gestito il confronto.
È importante chiarire che il porto non è soltanto banchine, ma un intero ecosistema produttivo che comprende aree operative, logistiche e industriali. Continueremo a vigilare con attenzione sull’operato del Comitato promotore, affinché vengano tutelati il lavoro, il porto e l’economia del territorio ma, adesso, con una rinnovata fiducia”.
La questione resta dunque aperta e nelle prossime settimane potrebbe entrare in una fase decisiva. Sul tavolo rimane un interrogativo centrale: come trasformare il riconoscimento internazionale delle Saline di Trapani in una leva di valorizzazione del territorio senza compromettere il ruolo strategico del porto commerciale e dell’area produttiva trapanese.



