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RUBRICA DELL’AVVOCATO DEL MARTEDI’_ TRADIMENTO: SEPARAZIONE CON ADDEBITO

Cosa s’intende per separazione con addebito?

Quando un coniuge si sente “ferito” e/o leso nel profondo della sua intimità, si pensi al paradigma per eccellenza il “tradimento”, che provoca la crisi matrimoniale ed il più delle volte porta al fallimento dell’unione con conseguente separazione. Difatti, il coniuge tradito non tollera la presenza dell’altro – intollerabilità della convivenza – con continui litigi che vanno a turbale non solo la quiete familiare ma anche ripercussioni sul pregiudizio dei figli, a questo punto la separazione risulta inevitabile.

L’art. 151 c.c. stabilisce che la crisi coniugale sussiste in presenza di alcuni presupposti:

  • Intollerabilità della prosecuzione della convivenza tra i coniugi;
  • Pregiudizio all’educazione della prole.

Le norme del codice civile disciplinano la materia dell’addebito.

In particolare l’art. 151 II comma c.c. stabilisce: “il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio”.

Altresì a norma dell’art. 156 c.c. si esplica: “il giudice stabilisce un assegno di mantenimento a favore del coniuge a cui non sia addebitabile la separazione, pertanto, il coniuge a cui sia addebitata la separazione non ha diritto all’assegno di mantenimento”.

Altra norma di riferimento da ricordare in materia è l’art. 548 c.c. in materia di successione: “il coniuge a cui sia stata addebitata la separazione perda i diritti successori che, invece, spettano al coniuge separato senza addebito. Il coniuge destinatario dell’addebito ha diritto ad un assegno vitalizio a carico dell’eredità qualora, al momento dell’apertura della successione, fosse destinatario degli alimenti da parte del coniuge deceduto”.

Dunque, la funzione della separazione con addebito ha natura patrimoniale e punitiva, in quanto il coniuge a cui è addebitata la separazione perde il diritto all’assegno di mantenimento e i diritti di natura successoria tipici della separazione senza addebito.

Quali sono i presupposti dell’addebito della separazione?

Come sopra anticipato, la legge disciplina la materia della separazione con addebito e, stabilisce i presupposti per la dichiarazione:

  • Un nesso causa- effetto fra l’inadempimento di uno dei doveri coniugali e l’intollerabilità della convivenza;
  • La violazione dei doveri nascenti dal matrimonio;
  • La mancata osservanza dell’obbligo di fedeltà;
  • L’utilizzo della violenza nei confronti dell’altro coniuge;
  • L’allontanamento dalla casa familiare;
  • Il cambiamento dell’orientamento religioso di un coniuge;
  • Il rifiuto di intrattenere rapporti affettivi e sessuali. Si pensi ad esempio al classico esempio del tradimento, in tal ipotesi, il giudice pronuncia l’addebito quando l’infedeltà (violazione di un dovere coniugale) sia stata la causa scatenante della crisi (nesso causale). Infatti, se il tradimento è intervenuto quando marito e moglie non avendo più rapporti, manca la prova del nesso eziologico tra la relazione extraconiugale e la rottura dell’unione: senza tale presupposto non è possibile l’addebito della separazione ad ognuno di essi o perfino ad entrambi.
  • L’unilaterale scelta di un coniuge in ordine all’educazione dei figli.

Si può addebitare la separazione ad entrambi i coniugi?

Premesso che, i coniugi non possono accordarsi sull’attribuzione dell’addebito, ogni accordo in tal senso è nullo, dacché diritti indisponibili. L’addebito non può essere richiesto:

  • Nella separazione consensuale;
  • Nella procedura di mediazione familiare e/o negoziazione assistita;
  • Nella separazione davanti al sindaco.

La legge disciplina la possibilità di emettere la dichiarazione di addebito su entrambi i coniugi, si parla in tal caso di “doppio addebito”.

Facciamo un esempio:

I coniugi decidono di separarsi a seguito di accuse di tradimento reciproco e, ambedue i possono domandare al giudice la richiesta di addebito della separazione l’uno dall’altro. In tal caso, il giudice può addebitare la separazione ad entrambi se ritiene che tutti e due i coniugi abbiano contribuito a rendere intollerabile la separazione della coppia.

A seguito di separazione con addebito si può chiedere il risarcimento del danno?

La pronuncia della separazione con addebito non esclude la possibilità di chiedere anche il risarcimento dei danni patiti, in conseguenza del comportamento contrario a doveri nascenti dal matrimonio. Capita spesso, che a seguito della pronuncia di dichiarazione della separazione con addebito, l’ex coniuge possa chiedere anche il risarcimento del danno per aver subito un vero e proprio pregiudizio psicologico.

A tal proposito si cita la sentenza n. 1885/2011 della Cassazione Civile ove esplica: “la chiara violazione degli obblighi derivanti dal matrimonio, se cagione la lesione di diritti costituzionalmente protetti, può avere gli estremi dell’illecito civile e dare luogo a un’azione autonoma rivolta al risarcimento dei danni non patrimoniali ex art. 2059 c.c.”

Il risarcimento del danno di natura non patrimoniale deriva dalla circostanza secondo la quale i doveri matrimoniali quando vanno a ledere la dignità e la personalità dell’altro coniuge, considerati quali diritti inviolabili, producendo in tal modo un danno ingiusto e come tale risarcibile in base ai principi della responsabilità civile.

 

La materia in oggetto necessita di ulteriori approfondimenti per la quale bisogna esaminarli in relazione al singolo caso concreto. Per maggiori informazioni e/o pareri in merito alla questione consultate il sito www.avvocatoquartararo.eu

Francesca Paola Quartararo

Avvocato Francesca Paola Quartararo

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2 Commenti

  1. Petronilli, brutta gente stalkers con i cellulari in strada vicino ai bancomat, minacce e calunnie vogliono li soldi ha detto:

    La macumba se ne va….

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