Cronaca

Rubate due auto all’imprenditore che denunciò il racket

Gianluca Calì è finito più volte nel mirino negli ultimi anni, dopo aver denunciato il racket e fatto arrestare i suoi estorsori nel 2009. Dopo l’incendio delle auto della sua concessionaria ed una raffica di intimidazioni telefoniche e danneggiamenti all’esterno ed all’interno dell’attività commerciale, quello di stanotte rappresenta l’ennesimo attacco all’imprenditore, che adesso si muove a bordo di un’auto blindata. Nonostante le ripetute richieste, infatti, non gli è mai stata assegnata la scorta.

Una Bmw nera ed un’Audi A3 blu sono state rubate stanotte dalla concessionaria “Calicar” di Altavilla Milicia, di proprietà di Gianluca Calì, l’imprenditore che ha denunciato i suoi estorsori. Il colpo è avvenuto poco prima delle due quando “hanno scavalcato almeno cinque persone e sono rimaste all’interno per circa quaranta minuti – spiega Calì -. Sono riusciti ad impossessarsi delle chiavi delle due macchine e ad aprire il cancello. La cosa che mi fa più rabbia è che la Bmw, dal valore di circa ventimila euro, era già stata venduta ed era in consegna. Ad acquistarla – prosegue – era stato un poliziotto che si era appositamente rivolto a noi in segno di solidarietà. Ma è l’ennesimo atto vile che subisco”.

I suoi problemi, ha spiegato Calì, sono iniziati quando ha deciso di comprare all’asta in Tribunale la casa di Michele Greco sul lungomare di Casteldaccia. Tanto che sarebbe venuto Sergio Flamia, boss di Bagheria diventato poi collaboratore di giustizia, a chiedergli i soldi per mantenere i carcerati.

“Ora spero che i responsabili vengano individuati quanto prima. Ci sono magistrati e forze dell’ordine eccezionali che dimostrano quotidianamente che Lo Stato è più forte che mai. L’attacco forte e pesante di questa notte, dimostra che è stato ben organizzato, preparato e studiato, ma di una cosa sono pur certo – conclude l’imprenditore – che questo episodio sarà molto presto chiarito ed risolto positivamente perché molti sono gli elementi che lo permetteranno”.

“Mi hanno fatto ogni tipo di intimidazione e ho denunciato tutto. Sono venuti i forestali – spiega Calì – e mi hanno sequestrato la casa. Gli stessi forestali sono finiti in un’inchiesta e poi arrestati perché chiedevano soldi per coprire i presunti reati ambientali. Adesso il comune di Casteldaccia sostiene che la casa di Greco, costruita nel 1965, sarebbe abusiva e dovrei abbatterla. Sono stanco – conclude – di subire continue aggressioni, ma vado avanti. Confido nella magistratura e nelle forze dell’ordine, ma è davvero dura”

 

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Close
Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: