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Prima riunione in città per il Comitato 16 giugno 2016.

(di massimo brizzi)Una giornata nefasta ed una data il 16 giugno 2016 che i palermitani, e i residenti di molti comuni della città metropolitana continueranno a ricordare per molti anni.

Incendi diffusi su Monte Pellegrino, un intenso e persistente odore di bruciato che ha appestato la città come un morbo malefico, l’incessante rombare dei canadair che per più di 48 ore sono stati impegnati a domare le fiamme sulla montagna “sacra” di Palermo, questi solo alcuni dei ricordi impressi nella memoria dei palermitani.

E’ passato già più di un mese dal giorno degli incendi e se ormai è svanito il tanfo, provocato dalle fiamme, è rimasto lo sfregio permanente alla natura che ha visto trasformato il verde rigoglioso della flora mediterranea in un triste  giallognolo nericcio.

Quel giorno di scirocco e le sue fiamme non devastarono soltanto il bosco di Montepellegrino, ma gli incendi colpirono anche la periferia della città, e diversi comuni delle basse Madonie tra le zone di Gratteri e Collesano, Cefalù e Bagheria.

Tante furono le attività commerciali, le case private, i terreni agricoli andati in fumo e con loro le speranze ed i sogni di molti siciliani.

Dure le prese di posizione delle istituzioni durante e subito dopo i fatti, ad oggi però nulla ancora è emerso su eventuali responsabili e responsabilità.

Nasce così a Palermo il Comitato 16 giugno 2016, composto al momento da circa 100 cittadini con interessi e proprietà distrutte o danneggiate dagli incendi di quel giorno, presidente del comitato Gianni Coa.

“L’obiettivo ed il comune intento dei membri del comitato- ha oggi affermato Alessandro Palmigiano, incaricato ad assistere legalmente i cittadini riunitisi sotto la sigla 16 giugno 2016- è che venga dichiarato lo stato di calamità su Palermo e Cefalù, costituirsi parte civile in un eventuale giudizio qualora vengano individuate responsabilità e responsabili, ma anche appurare eventuali negligenze da parte della Regione Siciliana sulla manutenzione e sull’efficienza dei sistemi atti a prevenire gli incendi, incaricato a seguire la parte tecnica della spinosa e complessa vicenda Sergio Rappa, ingegnere specializzato in prevenzione incendi; la prossima riunione del comitato, fissata per il 5 settembre segnerà la strada per intraprendere in base al quadro tecnico pervenuto ulteriori azioni legali a tutela dei membri del comitato”, ha concluso l’avvocato.Alessandro Palmigiano

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