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La Sicilia attiva i protocolli di sorveglianza per il rischio Ebola: “Nessun allarme, ma massima attenzione”

L'assessorato alla Salute recepisce le direttive ministeriali. Monitoraggio continuo h24 e canali diretti con lo Spallanzani di Roma.

EBOLA

La Regione Siciliana adegua le proprie strutture sanitarie per garantire un sistema di sorveglianza e assistenza coordinato contro il rischio virus Ebola (ceppo Bundibugyo). Il provvedimento recepisce l’ordinanza che il Ministero della Salute ha emanato venerdì scorso per l’intero territorio nazionale, definendo una linea d’azione unitaria per la gestione di eventuali casi sospetti.

Macchina dei controlli già in moto

L’amministrazione regionale ha definito la rete di monitoraggio per assicurare una risposta tempestiva. I dipartimenti di Prevenzione delle singole Asp territoriali, nello specifico le unità operative complesse di Epidemiologia, gestiranno le segnalazioni attraverso un servizio attivo h24.

Queste strutture trasmetteranno immediatamente i dati al Dasoe (Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico) dell’assessorato regionale e, contemporaneamente, al Ministero della Salute. Il Dasoe, sotto la guida del dirigente generale Giacomo Scalzo, assicurerà la reperibilità continua, inclusi i giorni festivi.

La Regione ha inoltre nominato come referente scientifico il professore Antonio Cascio, attuale direttore dell’Uoc Malattie infettive e tropicali del Policlinico di Palermo. In caso di necessità, la Sicilia farà riferimento all’istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, centro di eccellenza per il Meridione che offre supporto h24 per consulenze, analisi di laboratorio e ricoveri.

La posizione dell’assessorato

I vertici della sanità siciliana invitano alla calma, spiegando che le nuove procedure rientrano nelle normali attività di prevenzione e pianificazione biologica.

“Riteniamo di dover porre il massimo impegno nell’affrontare in maniera coordinata e professionale un eventuale rischio legato a questo virus sul nostro territorio. Non c’è alcun allarme in Italia ed in Sicilia, in questo momento, ma il livello di attenzione è alto. Abbiamo partecipato a una riunione tecnica indetta dal Ministero della Salute e dal Ministero degli Interni con tutte le altre Regioni e abbiamo immediatamente dato seguito alle indicazioni fornite, per farci trovare pronti per ogni evenienza” – L ‘assessore alla Salute, Marcello Caruso.

Presidio del territorio e sicurezza interna

L’attivazione di questi canali specialistici permette ai medici dell’Isola di interfacciarsi subito con i laboratori nazionali di riferimento, abbattendo i tempi di diagnosi. La scelta di strutturare una catena di comando chiara, che unisce le aziende sanitarie provinciali al Policlinico di Palermo, punta a blindare la sicurezza pubblica senza generare panico tra i cittadini, mantenendo i canali di comunicazione aperti e trasparenti.

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