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Rischio tangentopoli siciliana

“C’è il rischio che anche in Sicilia ci sia una tangentopoli in corso, non possiamo continuare in una situazione del genere. Fuori dal mio assessorato chi non resiste alla tentazione di farsi corrompere”. Il messaggio lanciato nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans da Salvatore Calleri, il neo assessore all’Energia ed ai Servizi di pubblica utilità, è chiaro. E si rivolge indirettamente anche al funzionario dell’ex assessorato all’Industria, Francesca Marcenò, coinvolta insieme ad un altro dirigente, Martino Russo, ed all’ex titolare dell’assessorato Pippo Gianni (oggi deputato all’Assemblea regionale siciliana), nello scandalo mazzette nel fotovoltaico. La vicenda riguarda l’impianto realizzato fra il 2009 ed il 2010 dalla Heliospower srl di Monreale, per il quale la Regione diede le autorizzazioni.

L’uomo che ha preso il posto di Nicolò Marino alla guida dell’assessorato si mostra inflessibile e ribadisce l’opportunità di fare pulizia all’interno degli uffici regionali, dove “non mancheranno severi controlli e laddove riscontreremo delle anomalie, prenderemo i dovuti provvedimenti, non escludendo licenziamenti in tronco. Valuteremo con attenzione la posizione della Marcenò”.

E’ un fiume in piena, Calleri, che non si limita a parlare del singolo caso che ha travolto gli uffici di viale Campania. “Non sottovalutiamo la materia dell’energia e dei rifiuti, c’è qualcosa da monitorare sempre. Lo dico come assessore di questo settore, noi siamo solo sfiorati da quel che sta accadendo, ma è il momento dire basta. La giunta ha preso atto di una norma che regola l’eolico e verrà presentata a breve all’Ars. Abbiamo dato ordine di seguire la calendarizzazione cronologica delle pratiche che riguardano l’Energia, così da garantire gli onesti. L’energia è il futuro, ma va in qualche modo indirizzata affinchè le cose vengano fatte in modo regolare.

Per quanto riguarda le discariche – prosegue- abbiamo ordinato la chiusura della Oicos Spa e revocato l’autorizzazione alla Soambiente, a seguito di un’informazione prefettizia negativa. Allo stesso modo, siamo intervenuti pure con Tirreno Ambiente, inviando alle procure tutto ciò di cui sono venuto a conoscenza”.

Quindi, parla di una caso nuovo, quello di una discarica che si sarebbe dovuta realizzare sul letto di un fiume a Sant’Agata di Militello, che è stata bloccata dopo le segnalazioni del sindaco e dei comitati cittadini della cittadina del messinese. Pure in questo caso, la documentazione in possesso dell’assessore è stata inviata al Sostituto procuratore di Palermo, Leonardo Agueci.

L’obiettivo dichiarato di Calleri “è di arrivare ai “rifiuti zero eliminando le discariche e potenziando la raccolta differenziata. Al momento- aggiunge- abbiamo in corso le gare per le discariche pubbliche, ma non dimentichiamo che saranno solo rimedi temporanei, perché come già detto, l’obiettivo del governo sono i rifiuti zero ”.

Sui tempi però c’è ancora una nebulosa. All’incontro coi giornalisti era presente anche il governatore Crocetta, il quale non ha certo usato i guanti di velluto verso gli attori di un sistema che ha definito “una tangentopoli siciliana”: “Quello che sta emergendo quasi a scadenza quotidiana, grazie anche alle denunce di chi amministra, ci fa pensare che ci sia una tangentopoli in atto. Ci troviamo tutti i settori coinvolti, con la Formazione, il Turismo, i Beni Culturali, la truffa della mega assicurazione alla Sanità e lo scandalo mazzette al Territorio e Ambiente. Pensate che Cannova sia un caso isolato? Intanto non ci sono più coperchi, e qualcuno lo stiamo togliendo anche noi. La rotazione che abbiamo fatto evidentemente era fondata, forse avremmo dovuto potenziarla. Invierò degli ispettori per verificare come vengano affidate le autorizzazioni. Io sono per fare piazza pulita, laddove è applicabile il licenziamento deve essere fatto. Non abbiamo bisogno di questi collaboratori all’interno della Regione”.

Quindi, il presidente della Regione annuncia misure estreme nel settore delle discariche, che non escludono la confisca delle stesse. “Forse dovremmo pensare ad una risposta molto più forte- ha argomentato. rispetto ad un sistema così fitto di corruzione, che potrebbe essere la confisca della discarica. Se c’è solo il sospetto che tutte le discariche realizzate da privati, sono frutto di corruzione. In tal senso abbiamo costituito un gruppo di lavoro all’assessorato, in sinergia con la Presidenza e l’Ufficio legislativo della Regione”.

E sull’uragano giudiziario che ha travolto Gianni, Crocetta risponde: “Onestamente penso che quando si innesca la corruzione, questa va ben oltre un televisore da 42 pollici e un telefonino. Dobbiamo guardare attentamente le carte”.

Marina Pupella

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