Riprendono le proteste degli studenti (fino ad ora di pranzo)

Foto Internet

Puntuali come un orologio svizzero, riprendono le proteste degli studenti a Palermo, paralizzando così il traffico di una città già precedentemente provata da ‘tilt’ simili (sciopero degli autobus, sitin degli operai della Gesip, ecc.).

Naturalmente cambia l’obiettivo delle manifestazioni studentesche. Adesso è il turno delle “politiche di rigore del governo di Mario Monti”, come si legge su Ansa.it. Lo slogan è: “Contro crisi e austerità riprendiamoci scuole e città“.

A quanto pare il centro del capoluogo siciliano sarebbe paralizzato per via dei cortei e gli studenti promettono: “È solo l’inizio”.

A tutti gli altri – soprattutto a chi ogni giorno va al lavoro per conquistarsi il pane – non resta che subire quest’ennesima versione mattiniera degli ‘indignados’ spagnoli che naturalmente sarà scandidata dal suono delle campanelle. Si comincia alle 8, si finisce ad ora di pranzo. Poi, tutti a casa a condividere le foto su Facebook – magari con l’iPhone 5 nuovo di zecca.

Aggiornamento doveroso delle 13.58. Si legge sul Corriere.it che proprio a Palermo gli studenti hanno deciso di bruciare le tessere elettorali davanti alla Presidenza della Regione Siciliana. Ma il ‘Mario Monti pezzo di merda” non si può proprio sentire (cliccate play sul video). Come se si fosse allo stadio Renzo Barbera e dire: “Catanesi pezzi di merda”. O al Massimino e dire: “Palermitani pezzi di merda” (così non si offende nessuno).

A Torino, Roma e Milano, invece, se le sono date di santa ragione.

Machiavelli

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