Diga Trinità, Colianni: “La Regione ha fatto la sua parte, ora tocca al ministero”
Oltre un milione di euro di opere realizzate tra drenaggi, gallerie e paratoie. La Regione attende ora le verifiche del ministero per portare l'invaso a 64 metri

RISORSE
Diga Trinità, Colianni: “Lavori completati e confronto continuo col ministero delle Infrastrutture”
La Regione Siciliana ha già eseguito gli interventi di somma urgenza da 1,25 milioni di euro e attende ora le verifiche ministeriali per innalzare la quota dell’invaso da 62 a 64 metri
L’acqua in Sicilia non è mai solo una questione tecnica. È storia di territori assetati, di comunità che aspettano, di infrastrutture che pesano sulle stagioni. La diga Trinità è uno di quei nomi che tornano ciclicamente nel dibattito sull’emergenza idrica dell’isola, e stavolta torna con notizie concrete: i lavori sono fatti, i soldi spesi, le carte presentate. Ora la palla passa a Roma.
La Regione: “Abbiamo fatto la nostra parte”
L’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, è netto:
“Sulla vicenda della diga Trinità è opportuno ribadire ancora una volta che la Regione Siciliana ha effettuato i lavori e ha compiuto gli atti necessari per richiedere l’innalzamento della quota autorizzata dell’invaso da 62 a 64 metri sul livello del mare”.
Un passaggio fondamentale per aumentare la capacità di raccolta dell’invaso, strategico per l’approvvigionamento idrico di un’ampia area della Sicilia occidentale.
Un milione e 250mila euro di interventi: cosa è stato fatto
Gli interventi non sono stati marginali. Colianni li descrive nel dettaglio: “Le opere di somma urgenza realizzate per un importo complessivo di 1,25 milioni di euro sono frutto di un lavoro sinergico tra il dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti e la struttura commissariale guidata da Salvo Cocina. Gli interventi hanno riguardato il ripristino del drenaggio delle acque meteoriche, la sistemazione della strada di coronamento e della centinatura delle gallerie, la realizzazione di opere per evitare afflussi incontrollati e il recupero della strada consortile a valle della diga. È stata inoltre ripristinata la funzionalità dello scarico di superficie e assicurato il corretto funzionamento delle paratoie fino alla loro massima apertura”.
Il dialogo col ministero è “continuo”
Sul fronte istituzionale, l’assessore chiude con un messaggio diretto: “Il confronto con la Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idroelettriche del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, sia a livello nazionale che regionale, è continuo. L’impegno della Regione è massimo. Restiamo ora in attesa delle verifiche ministeriali, che richiedono tempi tecnici per essere completate”.
Cosa succede adesso
La Regione ha esaurito i compiti che le spettavano. I cantieri sono chiusi, la documentazione è stata inviata, il dialogo con Roma è aperto. L’ultimo miglio — quello che trasforma i lavori in acqua effettivamente disponibile — dipende adesso dai tempi burocratici del ministero. In Sicilia, di acqua e di attese, si sa sempre qualcosa.



