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Riforma enti locali in Sicilia, il testo arriva in Aula: Figuccia (Lega) punta su terzo mandato e consigliere supplente

L’Assemblea regionale inizia l’esame della riforma che mira a rafforzare l’efficienza e la stabilità dei Comuni siciliani

La riforma degli enti locali approda all’Assemblea regionale siciliana. Dopo mesi di confronto politico e tecnico, il testo entra in Aula per l’esame parlamentare. Un passaggio atteso da amministratori e consigli comunali di tutta l’Isola, chiamati da tempo a operare in un quadro normativo ritenuto da più parti da aggiornare.

A commentare l’avvio dell’iter parlamentare è Vincenzo Figuccia, deputato della Lega all’Ars, che sottolinea il ruolo del suo partito nella calendarizzazione del provvedimento.

“Finalmente, dopo mesi di discussione, arriva in Aula il testo sulla riforma degli enti locali, una norma molto attesa dai sindaci e dai consigli comunali di tutta la Sicilia”, dichiara Figuccia. “Come Lega abbiamo voluto con forza la calendarizzazione di questo provvedimento e auspichiamo che, nel corso dell’esame parlamentare, possano essere introdotte importanti modifiche migliorative”.

Tra i punti considerati centrali nel dibattito parlamentare c’è la possibilità del terzo mandato per i sindaci dei Comuni sotto i 15 mila abitanti.

“Oggi è sempre più difficile e complesso amministrare e riteniamo quindi che, laddove i sindaci si siano distinti per il buon operato, debba essere data loro la possibilità di continuare a svolgere la propria attività a servizio dei comuni, così come già avviene a livello nazionale”.

Altro elemento qualificante della proposta è l’introduzione della figura del consigliere supplente, pensata per garantire il funzionamento regolare delle assemblee comunali.

“Una norma importante  che consentirà agli assessori impegnati nel difficile compito di governo all’interno delle giunte comunali di esercitare pienamente il proprio mandato, garantendo al contempo il corretto funzionamento dei Consigli comunali attraverso il subentro dei primi dei non eletti”.

Il confronto parlamentare si apre su un testo che punta a ridefinire l’assetto amministrativo degli enti locali siciliani, con l’obiettivo di rafforzarne l’efficienza operativa e garantire maggiore stabilità amministrativa. La riforma viene considerata un passaggio atteso per aggiornare il quadro normativo che regola il funzionamento dei Comuni dell’Isola, affidando ora al Parlamento regionale il compito di valutarne contenuti e possibili miglioramenti nel corso dell’esame d’Aula.

Con l’avvio dell’esame in Aula, la riforma entra ora nella fase decisiva. L’esito del confronto parlamentare dirà se e come il nuovo impianto normativo riuscirà a rispondere alle esigenze operative dei Comuni siciliani.

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