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Riforma delle Province: parlano Coltraro, D’Alia, D’Asero e parlamentari regionali del PD

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Giambattista Coltraro, capogruppo all’Ars di Sicilia Democratica, espone le proprie idee sull’approvazione della riforma per le Province, ritenendola una vera e propria sconfitta per la Sicilia.

Dichiara: “L’adeguamento integrale alla legge Delrio è una chiara sottomissione del governo regionale allo strapotere romano, il che rappresenta, come già manifestato, una ulteriore violazione dei principi costituzionali che sono alla base dell’autonomia statutaria siciliana”.

Prosegue dichiarandosi a favore dei precari: “Ma fatto il danno, almeno cerchiamo di moderarlo attraverso una serie di concertazioni con il governo centrale, con cui vengano adottati riadattamenti e si trovino risorse economiche per dare definitiva sistemazione ai precari di Comuni ed ex Province siciliane. Insomma- conclude il capogruppo di SD- non facciamoci schiavi, manteniamo almeno la dignità regionale, altrimenti tanto vale negoziare con Roma l’abrogazione dello statuto ed eliminare l’autonomia”.

Contrariamente, il presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali Gianpiero D’Alia sostiene: “Il completamento della riforma delle province arriva alla faccia dei gufi che purtroppo frequentano la maggioranza di governo e che però oggi si sono trasformati in franchi tiratori della peggiore storia dell’Autonomia siciliana”. Ringrazia, inoltre, il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana per il senso di responsabilità istituzionale e per la determinazione con cui ha portato avanti tale risultato.

Continua D’Alia: “Finalmente dopo tre anni di battaglie la Sicilia ha le sue città metropolitane che sono una opportunità di sviluppo e di crescita economica per la regione e che consentiranno anche dal punto di vista amministrativo una svolta nel modo di governare l’Isola”. Adesso bisogna recuperare il tempo perduto riempiendo di contenuti positivi le città metropolitane che finalmente sono coerenti anche con la riforma costituzionale approvata dal Parlamento”.

Anche Antonino D’Asero, a nome dell’intero gruppo Ncd, mostra soddisfazione per il cosiddetto voto sull’allineamento della Riforma delle Province, ritenendo sia un percorso più chiaro che dia garanzie a territorio e lavoratori.

D’Asero e i deputati Ncd all’Ars rivolgono “un pensiero alle migliaia di dipendenti a oggi in forza in questo ente locale in trasformazione che, negli ultimi tre anni, hanno vissuto l’incertezza e al territorio che, di questo interregno, porta segni evidenti: servizi essenziali sospesi, strade e scuole lasciate al degrado, diritti dei cittadini messi in discussione”.

La norma che prevede l’automatica coincidenza dei sindaci dei capoluoghi con i sindaci metropolitani è stata votata con voto segreto. A proposito del voto con il quale l’Ars ha approvato la norma, si sono esposti alcuni parlamentari regionali del PD.

Concetta Raia, parlamentare regionale del PD, dichiara: “Finalmente l’aula ha approvato la norma sui sindaci metropolitani, finalmente è finito il teatrino di alcuni colleghi parlamentari ipocriti e ‘ricattatori’ che da un lato dicevano di sostenere la Delrio, ma dall’altro si sono attivati per bocciare la norma stessa. Purtroppo per loro è andata male. Auguri e buon lavoro ai nuovi sindaci metropolitani della Sicilia”.

Anche Filippo Panarello, altro parlamentare regionale del PD, interviene dicendo: “Il fatto che alcuni deputati del PD abbiano sostenuto la richiesta di voto segreto apre un grave problema politico da discutere nel gruppo e nel partito. Le opinioni sono tutte rispettabili, ma ci sono comportamenti scorretti che non possono passare sotto silenzio”.

“Finalmente la riforma delle Province è completa: si chiuda una fase segnata da troppe incertezze, adesso inizia nuova stagione per i sei Liberi Consorzi e per le tre Città Metropolitane”. Lo dicono Alice Anselmo e Giovanni Panepinto, presidente e vicepresidente del gruppo PD all’Ars, a proposito del voto con il quale l’Ars ha recepito la ‘norma Delrio’ sui sindaci metropolitani.“Un risultato – proseguono Anselmo e Panepinto – al quale abbiamo lavorato da tempo e che assicura certezza amministrativa e garanzie per i dipendenti. Ora tocca allo Stato erogare le risorse destinate agli enti di area vasta”.

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