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Rete Universitaria Nazionale: “Ancora un giorno per fermare il DM Profumo sul Diritto allo studio”

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Ultime settimane di campagna elettorale fatte di bla-bla giornalistico su Balotelli, Mussolini e IMU. L’unico riferimento alla realtà, alla verità del quotidiano arriva con il rapporto del CUN sul calo degli immatricolati negli atenei e la riduzione delle risorse. Almeno per qualche giorno, si parla di università, diritti e nuove forme di esclusione.

Sono i giorni in cui il Ministro Profumo, esponente di un Governo dimissionario dal 21 dicembre 2012, procede nel presentare il decreto ministeriale (DM) sui livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e dei requisiti di eleggibilità per il diritto allo studio. Si tratta di ridefinire i criteri di reddito (ISEE) e di merito per ottenere la borsa di studio. Gli studenti si mobilitano, i sindacati, la politica e il mondo dell’università si oppongono. I motivi di contrarietà sono diversi, tra gli altri l’impossibilità di ricevere la borsa alla magistrale se vai oltre un anno fuori corso alla triennale e le disparità geografiche per i criteri ISEE, li abbiamo esposti in questa scheda.

Il decreto ministeriale è un atto amministrativo, non deve passare per il Parlamento e ha un iter che prevede un parere obbligatorio del Consiglio degli Studenti CNSU e un voto in Conferenza Stato Regioni. Il primo passaggio è la seduta del CNSU di lunedì 4 febbraio, il consiglio nazionale degli studenti è guidato da una maggioranza CL-PDL che in questi anni ha annichilito la funzione del Consiglio. La seduta è convocata con poco anticipo, i consiglieri ricevono il testo del DM Profumo quattro giorni prima della riunione, e il Presidente Sogaro nomina al tavolo ministeriale che discute la bozza di decreto un rappresentante di CL senza condividere con nessuno la scelta. Il parere del consiglio è obbligatorio e deve arrivare prima della votazione finale in Conferenza Stato-Regioni, convocata per il 7 febbraio.

Considerata la gestione privatistica del CNSU e la discutibile iniziativa del governo dimissionario che pretende di modificare l’intero assetto del diritto allo studio a due settimane dalle elezioni politiche, il gruppo d’opposizione UDU RUN Liste di sinistra decide di far mancar il numero legale invalidando la seduta del consiglio. Ad oggi dunque siamo riusciti a smascherare il piano di stravolgimento del diritto allo studio che Profumo, complice la maggioranza dei ragazzi di don Giussani che governa il CNSU, intendeva mandare in approvazione sfruttando il clima di un distratto dibattito pubblico.

Domani si svolge il secondo tempo della partita, quello che decide il risultato: quando la conferenza Stato-Regioni voterà il decreto. Facciamo appello al Presidente della Conferenza, ai Presidenti di regione e agli assessori competenti per rigettare il DM Profumo e dare appuntamento per una discussione così importante a dopo le elezioni politiche, con un governo legittimato dal voto popolare.

Federico Nastasi
Coordinatore nazionale RUN – Rete Universitaria Nazionale

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