Tempo Libero

Replica alla notizia “Quando a farne le spese è un ragazzo autistico”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la replica sulla notizia ricevuta dall’Associazione Aurora Onlus dal titolo “Quando a farne le spese è un ragazzo autistico

Vi scrivo in replica a quanto da voi pubblicato in merito al bambino autistico di Corleone, nq di legale del padre del minore di cui sopra. Mi duole significarvi che le notizie da voi fornite non sono veritiere, risultando da informazioni incomplete e falsate fornite esclusivamente dalla madre del minore, che purtroppo nulla ha compreso della valenza dei provvedimenti della Autorità Giudiziaria e della istruttoria compiuta,nonché delle relazioni rese dai servizi

Alla base del giudizio che vede coinvolto il minore,da voi citato,in aperta lesione della privacy, non vi è (né vi è mai stata) una mera ed inutile “diatriba” relativa alla separazione dei genitori che si contendono il figlio,i relativi tempi di permanenza presso ciascun genitore,né il luogo ove questi debba vivere,n’è tanto meno i profili economici.

A fondamento del decreto del Tribunale Minori Palermo,(non sentenza Tribunale ordinario) confermato dalla Corte dI Appello Sezione minori, è posto l’appurato comportamento omissivo/ostativo della madre,che ha generato la mancanza di cure appropriate alla patologia grave di cui il piccolo è affetto e che impone cure intensive finalizzate a facilitare il suo recupero, al fine di consentirgli una vita serena e quanto più possibile autonoma.

Altro punto cruciale della vicenda è il totale azzeramento della figura paterna nella vita del minore,da parte della madre che mai ha provveduto,in adempimento alla legge sull’affido condiviso,a informare il padre sulle scelte di vita del minore,nonché a chiedere il suo consenso .

Così come molti professionisti si sono prestati illegittimamente a compiere visite e terapie senza acquisire il consenso paterno, così come per la iscrizione scolastica.

Il Tribunale per i Minorenni ha emesso, nelle more di un procedimento iniziato nel 2011, numerosi provvedimenti; tre dei quali reclamati innanzi la Corte di Appello dalla madre; reclami tutti rigettati a fronte di accurate ed estenuanti istruttorie, con relative perizie ,relazioni dei servizi, acquisizioni di documenti, ed audizioni di esperti.

Alla madre è stata nel febbraio 2012 contestata la potestà genitoriale. Dal 2011 sono state date numerose possibilità di recuperare, e di adempiere a quanto disposto dalla Autorità Giudiziaria. Possibilità mai colta dalla madre che ha ignorato gli aiuti forniti dai servizi,e dai magistrati.

Si dal febbraio 2014 si é tentato di mettere in esecuzione il provvedimento in modo graduale,grazie all’intervento richiesto del servizio sociale,ma l’ostruzionismo materno ha reso ogni tentativo infruttuoso.

Il Centro XXX di Reggio Calabria, indicato dal Tribunale dei Minori, è confermato dalla Corte di Appello , è stato scelto su indicazione di specialisti del Tribunale dei minori.Le terapie domiciliari che il piccolo deve svolgere a Cosenza, su precipua indicazione del Tribunale si concretizzano in interventi scolastici dalle 9,00 alle 13,00 oltre un intervento pomeridiano e lo svolgimento di attività sportiva, sempre con l’ausilio del personale del centro.

Non sono dunque semplici attività riabilitative. Negli anni,mai sono state eseguite terapie regolari e costanti presso centri specializzati, fatta eccezione dal gennaio al giugno 2012 data in cui la madre ha inserito il piccolo presso un centro di recupero (ma non specializzato per la terapia autistica) all’insaputa del padre e delle Autorità.

La madre mai ha ottemperato a qualsivoglia norma o provvedimento della Autorità giudiziaria e ancor di meno consigli e prescrizioni fornite da medici specialistici.

Se il padre ,e la famiglia di origine del padre,sino ad oggi,non hanno avuto la possibilità di essere un punto di riferimento del minore ,se gli stessi non conoscono le esigenze del minore,non conoscono le esigenze del minore, tutto ciò non è imputabile certamente al padre ma solo ed esclusivamente al comportamento illegittimo,ostativo ed omissivo della madre,che ha sempre agito in dispregio di ogni norma e provvedimento

In ultimo, in merito alle dichiarazioni da voi fatte avreste dovuto esimervi dall’esprimere giudizi e formulare commenti senza aver dato voce anche al padre del bambino.

Il diritto alla maternità sacro ed inviolabile non deve certamente ledere il diritto di un minore ad una crescita psico/fisica adeguata, ne può ledere il diritto all’altrui genitorialità.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button