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Regione: approvata riforma idrica.

In Sicilia l’acqua torna in mani pubbliche. L’Assemblea regionale siciliana  ha approvato l’intero articolato della riforma che prevede nove Ambiti territoriali ottimali (Ato) che potranno assegnare la gestione del servizio a una società pubblica, mista o anche ai privati in caso di offerta vantaggiosa.
Soddisfatta l’assessore regionale all’Energia, Vania Contraffatto: “L’approvazione da parte dell’Ars della riforma del servizio idrico integrato è un’ottima notizia per i siciliani: la nuova legge consentirà di realizzare gli investimenti previsti e di razionalizzare il sistema rendendolo più efficiente e meno costoso grazie anche alle economie di scala. Le autorità d’ambito saranno infatti gli unici soggetti deputati a gestire i finanziamenti europei”. “La legge – aggiunge – lascerà agli enti locali, associati o conzorziati, la possibilità di affidare il servizio secondo le varie forme previste dalla normativa nazionale ed europea, ma lasciando l’acqua un bene pubblico e intoccabile. Sono soddisfatta di questo importante risultato e ringrazio le forze politiche per aver compreso l’importanza di eliminare possibili profili di incostituzionalità, che avrebbero privato la Sicilia di una disciplina di settore”. “Mi spiace solo che il dibattito sia rimasto talvolta ostaggio di pulsioni demagogiche – conclude – che niente avevano a che fare con la realtà delle cose: l’obiettivo era assicurare un servizio efficiente ed economicamente equilibrato ai siciliani ed è stato raggiunto”
Intanto, non tutti sono contenti, infatti si legge sulla bacheca facebook dell’assessore Contraffatto, chi lamenta: “Oggi avete si approvato la legge sui servizi idrici, ma avete anche scelto di lasciare senza alcuna certezza e senza prospettive per il futuro gli ex dipendenti dell’Ato PA2. Infatti, oggi doveva anche essere discusso l’emendamento n* 455 a firma del presidente Crocetta, relativo all’approvazione delle dotazioni organiche da parte delle Srr, emendamento di cui francamente non se ne sentiva alcun bisogno, perchė la legge 9/2010 e i vari accordi sindacali assegnava la competenza all’assessore al ramo, cioè a lei, Vania Contrafatto. Tanto che erano già state fatte dagli uffici del Dipartimento rifiuti le istruttorie e portate, addirittura, in giunta regionale. Ma avete deciso come Regione di non decidere, di lavarvi le mani.
Adesso a chi darete la colpa?” e si risposte nessuna.

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