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Rapine nella movida palermitana: individuati altri due componenti di banda rapinatori

I fatti risalgono all’agosto 2013, quando erano state registrata una serie di rapine consumate da bande ben organizzate e molto violente, a danno di giovani frequentatori di locali notturni e pub, soprattutto del centro storico.

La banda di rapinatori agivano con metodi molto violenti in quanto, individuate le vittime, dopo averle minacciate con armi bianche e spesso picchiate, si facevano consegnare telefoni cellulari e danaro contante, per poi dileguarsi per le stradine del centro storico.

Proprio per contrastare tale fenomeno, diventato sempre più allarmante, i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo,  avevano predisposto specifici servizi antirapina, finalizzati, appunto, all’individuazione delle bande criminali.

Dalla ricostruzione dei fatti, la notte del 24 agosto 2013, a conclusione di un mirato servizio organizzato ad hoc! i Carabinieri dalla “squadra antirapina” del Nucleo Investigativo di Palermo interveniva in corso Vittorio Emanuele, all’intersezione con via Montevergini, poiché era stata appena tentata una rapina a danno di quattro giovani, non riuscendovi per la pronta reazione delle stesse e per l’intervento immediato dei militari dell’Arma. Le vittime, stavano rientrando a casa, dopo aver trascorso la serata in uno dei tanti locali notturni della zona.  I ragazzi, evidentemente scossi, raccontavano di essere stati bloccati da quattro rapinatori che, sotto la minaccia di un coltello, volevano derubarli dei loro telefoni cellulare e dei soldi in contanti. La reazione di una delle vittime scatenava, da un lato, la violenza del gruppo che si accaniva contro un giovane con calci e pugni e dall’altro consentiva alle vittime di fuggire per chiedere aiuto.

Nell’immediatezza dei fatti le giovani vittime, tutte studenti universitari, fornivano una prima descrizione dei malviventi.

I militari, a quel punto, si mettevano immediatamente alla ricerca dei sospettati e, poco dopo, precisamente in via Sant’Agostino, notavano quattro soggetti in strada corrispondenti alle descrizioni fatta dalle giovani vittime. I quattro, alla vista dell’auto dei Carabinieri al fine di evitare di essere controllati, accedevano all’interno di un atrio condominiale di via Sant’Agostino, cercando di sottrarsi alla vista, approfittando del buio del vicoletto.

I Carabinieri quindi, non demordevano e decidevano di procedere all’identificazione ed al controllo dei malfattori i quali, vistisi scoperti, si davano a repentina fuga.

Gli investigatori, dopo un breve inseguimento a piedi, riuscivano a bloccarne uno dei quattro soggetti, identificato in Salvatore Asciutto, 18enne palermitano, nullafacente, disoccupato, traendolo in arresto con l’accusa di rapina aggravata in concorso e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Le indagini dei Carabinieri della squadra antirapina, comunque sono continuate senza indugio al fine di individuare altri componenti della banda di giovani rapinatori, ed a distanza di un anno sono stati individuati e tratti in arresto: Giuseppe Cordaro, 22enne palermitano e Mirko Pagano, 21enne palermitano.

Cordaro e Pagano, agendo in concorso con Asciutto ed altre persone in fase di identificazione, con l’uso e la minaccia di un coltello puntato alla gola, profferendo le frasi “tu m’ha dari i picciuli” , “dammi tutti i picciuli”  e  “soldi, portafogli e cellulari”, colpivano le vittime con calci pugni e spinte, per impossessarsi di quanto posseduto.

Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di individuare altri due complici di Asciutto, grazie anche alla visione delle immagini di una telecamera che ha ripreso la rapina e la fuga a piedi per le vie del quartiere.

Cordaro Giuseppe, è stato pertanto sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari mentre per Pagano Mirko, è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Il giovane Asciutto Salvatore, si trova tuttora ristretto presso la Casa Circondariale di Augusta (SR) per il medesimo reato.

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