Influencer del falso: due sorelle trasformano un garage in showroom della contraffazione
Due sorelle ragusane gestivano un mercatino social di griffe contraffatte. Sequestrati 600 prodotti, indagini sulla rete clienti

FALSI
Garage trasformato in boutique del falso
Due sorelle vendevano griffe contraffatte in diretta social
Nel 2026 si vende di tutto online, persino il falso ben confezionato con tanto di diretta streaming e sorteggi promozionali. Perché limitarsi ai mercatini rionali quando si può costruire un impero della contraffazione comodamente da un garage, con Facebook e TikTok come vetrine e una platea di clienti pronti a fare affari d’oro?
I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno individuato e smantellato un’organizzata attività di vendita di prodotti contraffatti di marchi prestigiosi, gestita da due sorelle attraverso i social network. L’operazione, condotta dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Pozzallo, è partita dal monitoramento dei profili social dove le indagate promuovevano articoli di griffe nazionali ed estere a prezzi decisamente più accessibili rispetto a quelli di mercato.
Il garage-showroom e la diretta interrotta
Le due imprenditrici digitali avevano allestito un vero e proprio mercatino telematico, utilizzando come base logistica un magazzino messo a disposizione da un uomo, anch’egli finito nel registro degli indagati. Il loro metodo? Raccogliere ordinativi attraverso Facebook e TikTok, organizzare estrazioni a sorte con regali in palio per aumentare le condivisioni e, soprattutto, mandare in onda dirette per mostrare la merce.
Proprio durante una di queste dirette Facebook i militari hanno fatto irruzione nel garage, trovando le sorelle intente a promuovere i loro prodotti. La trasmissione è stata immediatamente bloccata dalle indagate, ma ormai era troppo tardi. All’interno del locale, organizzato come un negozio tradizionale con tanto di ripiani espositivi, gli investigatori hanno trovato scarpe, giubbini, cinture, pantaloni, portafogli, profumi e cosmetici, tutti rigorosamente contraffatti e senza alcuna documentazione sulla provenienza.
Oltre 600 articoli falsi sotto sequestro
Le successive perquisizioni nelle abitazioni delle due sorelle hanno portato al sequestro di oltre 600 prodotti contraffatti. La Guardia di Finanza sta ora lavorando per ricostruire l’intera filiera del falso, con l’obiettivo di individuare i centri di produzione e distribuzione delle merci illegali.
Particolare attenzione viene rivolta anche alla rete di clienti che acquistava attraverso i canali social. Per loro la normativa prevede l’applicazione di sanzioni amministrative, un dettaglio che dovrebbe far riflettere chi crede di fare un affare comprando una borsa griffata a un decimo del prezzo.
Convalida del GIP e accuse pesanti
Il Giudice per le Indagini Preliminari di Ragusa ha convalidato le perquisizioni e il sequestro d’iniziativa operato dalla Guardia di Finanza. Le accuse contestate sono ricettazione, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.
Le indagini proseguono per fare piena luce sull’organizzazione e sui complici coinvolti nella distribuzione della merce contraffatta.
Insomma, l’e-commerce del falso aveva trovato il suo spazio anche in provincia di Ragusa, con tanto di regia social e strategia marketing degna di miglior causa. Peccato che dietro le luci delle dirette e le promesse di occasioni imperdibili ci fosse semplicemente un’attività illegale. Ma si sa, nell’era dei social anche il crimine cerca visibilità. E stavolta l’ha trovata, eccome.



