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Pronta la revoca del vitalizio di Cuffaro. Ma 29 deputati non ci stanno

Pronta la revoca del vitalizio dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro. L’avvocatura generale dello Stato, rispondendo alla richiesta del presidente dell’Assemblea regionale siciliana in merito alla vicenda del vitalizio da 6.000 euro mensili di Cuffaro,  invia il proprio parere affermando che la legge prevede la revoca del vitalizio ogni volta che un deputato o consigliere venga condannato definitivamente e subisca anche l’interdizione dai pubblici uffici.

Ad Ardizzone spetterà ora la firma della revoca.  Ma già lo scorso luglio, quando infuriarono le polemiche dei parlamentari pentastellati, aveva sospeso in via cautelativa l’erogazione delle somme sia all’ex politico siciliano, condannato in via definitiva a 7 anni di reclusione per favoreggiamento alla mafia e rivelazione di segreto d’ufficio e per questo interdetto dai pubblici uffici, sia ad altri 11 parlamentari regionali non più incarica.

Il parere dell’avvocatura di Stato è stato applaudito dai deputati del Movimento 5 stelle all’Ars, che lo scorso maggio avevano gridato allo scandalo e presentarono una norma che estendeva la decadenza dal vitalizio anche ai condannati per mafia. L’Ars aveva bocciato la legge: diciotto i voti a favore, 33 i contrari. Il governo aveva dato parere contrario, mentre la commissione Bilancio s’era espressa favorevole a maggioranza. E oggi i 14 pentastellati inneggiano alla vittoria.

“Ci avevamo visto giusto – dice Giancarlo Cancelleri, in rappresentanza del gruppo parlamentare a palazzo dei Normanni-. Il pronunciamento dell’Avvocatura è il sigillo di qualità sulle nostre argomentazioni e mette definitivamente all’angolo le tesi di coloro che volevano smontarle”. Pure il deputato nazionale Riccardo Nuti interviene sulla questione vitalizi.

“Il parere sul caso Cuffaro dimostra che la battaglia dei portavoce regionali in Sicilia e nazionali del M5S era quanto mai corretta” – spiega il deputato palermitano Riccardo Nuti. Poi annuncia battaglia per l’estensione della revoca del vitalizio parlamentare anche a persone condannate per reati che non riguardano solo la Pubblica amministrazione”.

Sul tema il M5S si sta muovendo su due fronti. Da un lato la proposta di legge alla Camera a prima firma Nuti, ferma da maggio. Dall’altro le proposte in ufficio di Presidenza sia al Senato che alla Camera per inserire nei regolamenti parlamentari la revoca dei vitalizi.

E in tanto, a Sala d’Ercole i pro vitalizio sono trasversali. Nel Pd spiccano Mario Alloro, Giuseppe Arancio, Maria Cirone, Giuseppe Lupo, Bruno Marziano, Antonella Milazzo e Giovanni Panepinto. A seguire gli esponenti di Articolo 4 come Salvatore Cascio, Carmelo Currenti, Luisa Lantieri, Lino Leanza, Salvatore Lentini, Raffaele Nicotra, Paolo Ruggirello, Luca Sammartino e Valeria Sudano. A sorpresa spunta anche la lista Megafono, il movimento fondato dal presidente della Regione, formata da Giovanni Di Giacinto, Antonio Malafarina, l’ex questore di Gela. Per l’Mpa, Giuseppe Federico. Per Forza Italia Santi Formica e Vincenzo Figuccia. Appartenenti al Pid-Grande Sud Michele Cimino e Bernadette Grasso e Roberto Clemente. Dell’Udc, Nicola D’Agostino, Nino Dina, Orazio Ragusa e Mimmo Turano. Ed infine per il gruppo misto Beppe Picciolo del Democratici riformisti.

Marina Pupella

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