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Il Policlinico Gemelli lancia PROGRESS-HIV: la terapia si gestisce con iniezioni ogni due mesi

Il percorso innovativo che trasforma la terapia antiretrovirale e migliora la qualità di vita delle persone con HIV

Mentre in Sicilia nonostante l’eccellenza si discute ancora di come organizzare i servizi per le persone con HIV, a Roma il Policlinico Gemelli ha già messo in campo un modello che potrebbe fare scuola. Si chiama PROGRESS-HIV ed è un percorso strutturato che punta a rendere accessibili le terapie long acting, quelle iniezioni a rilascio prolungato che permettono di dimenticarsi la pillola quotidiana e passare a poche somministrazioni l’anno.

Basta con la pillola di ogni giorno: arrivano le iniezioni ogni due mesi

Il futuro della terapia antiretrovirale passa dai farmaci long acting, una rivoluzione che trasforma la gestione dell’HIV da un appuntamento quotidiano con la pillola a una iniezione ogni due mesi. La Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS ha avviato PROGRESS-HIV proprio per organizzare questa transizione e selezionare razionalmente chi può accedere a queste terapie innovative. Il percorso riguarda anche chi assume la profilassi pre-esposizione (PrEP), che in futuro potrà basarsi sulla stessa strategia.

“Le strategie long acting rappresentano il futuro della terapia antiretrovirale, ma perché funzionino serve un percorso dedicato. PROGRESS nasce proprio per rispondere a questa esigenza, con un modello centrato sulla persona e sulla continuità di trattamento” – la Dott.ssa Simona di Giambenedetto, Ricercatrice in Malattie Infettive dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Dirigente Medico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

Quattro ambulatori e un care manager per gestire 2000 pazienti

Il progetto si sviluppa all’interno della UOS Ambulatorio e Day Hospital di Malattie Infettive diretta dalla Prof.ssa Enrica Tamburrini, dove sono stati riorganizzati quattro ambulatori per rispondere meglio alle esigenze delle persone che vivono con HIV e di chi richiede la PrEP. La struttura segue oltre 2000 persone con HIV e circa 400 in profilassi pre-esposizione. Tre ambulatori si concentrano sulle persone con HIV, con spazi dedicati alle terapie long acting, mentre uno è focalizzato sulla gestione responsabile della PrEP con counseling sulle malattie sessualmente trasmissibili. Un care manager coordina le agende e un team infermieristico specializzato garantisce l’assistenza nelle diverse fasi.

È stato creato anche lo sportello PROGRESS, con una mail di contatto diretta (progress@policlinicogemelli.it) per informazioni, counseling o accesso ai servizi.

Da 60 a 150 pazienti in terapia long acting in sei mesi

I risultati non si sono fatti attendere. Dal lancio del progetto a settembre, da 60 persone in terapia long acting ad aprile 2025 si è passati a 150 a fine ottobre. Gli ambulatori sono stati potenziati anche in orari serali e nel weekend per facilitare l’accesso a chi lavora, studia o ha altri impegni. Per le persone estremamente fragili che hanno difficoltà a recarsi in ambulatorio, è attiva sin dagli anni novanta l’Unità di Assistenza Domiciliare (UTD), che permette di non rimanere indietro nell’accesso ai farmaci innovativi.

“Il nostro obiettivo è offrire alle persone un’assistenza sempre più vicina, continua e personalizzata. La gestione di queste nuove terapie richiede una forte riorganizzazione interna, ma anche grande flessibilità e ascolto: abbiamo quindi voluto costruire un modello che semplifica la vita delle persone e facilita la comunicazione tra paziente e team sanitario. La risposta è stata immediata e positiva: segno che quando si lavora sui bisogni reali, l’innovazione diventa sostenibile e condivisa” – la Dott.ssa Simona Di Giambenedetto 

Una questione di qualità di vita, non solo di cura

Il progetto, promosso nell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive diretta dal Prof Carlo Torti e coordinato dalla Dott.ssa Simona Di Giambenedetto, rappresenta un cambio di paradigma nella gestione dell’HIV.

“Le strategie long acting rappresentano il futuro della terapia antiretrovirale ma perché funzionino serve un percorso dedicato, che parta da una selezione idonea dei pazienti per indicazione e assenza di controindicazioni fino a un percorso di vero accompagnamento della persona assistita, nella pianificazione degli appuntamenti e nel monitoraggio. PROGRESS nasce proprio per rispondere a questa esigenza, con un modello centrato sulla persona e sulla continuità di trattamento” – Prof. Carlo Torti

L’HIV è diventato una condizione cronica gestibile grazie alle terapie moderne, ma questo cambiamento ha modificato profondamente i bisogni delle persone che convivono con il virus. Cresce la richiesta di percorsi assistenziali più personalizzati e servizi flessibili. I farmaci long acting permettono di mantenere la soppressione virale con poche somministrazioni l’anno, con notevoli benefici per la qualità di vita senza cambiamenti nell’efficacia.

L’epidemia non si è fermata, serve prevenzione

“Oggi le persone che vivono con HIV hanno un’aspettativa e una qualità di vita simile alla popolazione generale. La terapia antiretrovirale, infatti, è in grado di cronicizzare l’infezione e, se regolarmente assunta, di azzerare la viremia rendendo il virus non trasmissibile. Con i farmaci long acting si interviene anche sulla qualità di vita. È quindi fondamentale che anche l’organizzazione sanitaria si adatti a questa nuova realtà, offrendo percorsi ancor più flessibili, personalizzati e incentrati sulla dignità e sul benessere della persona” – la Prof.ssa Enrica Tamburrini 

Nonostante i progressi terapeutici, l’epidemia di HIV non si è fermata. Si registrano ancora troppe diagnosi tardive e vengono spesso perse opportunità di prevenzione. Il modello PROGRESS potrebbe rappresentare un punto di riferimento per altre realtà italiane, Sicilia compresa, dove l’organizzazione dei servizi per l’HIV potrebbe trarre beneficio da un approccio così strutturato e centrato sulla persona.

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