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Progetto Caulerpa Sicilia: “Lasciamo che il mare rimanga una favola blu”

Il Dipartimento Regionale della Pesca Mediterranea nel 2009 ha stipulato una convenzione con l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Sicilia (ARPA) che ha previsto, negli anni seguenti, la realizzazione di un’indagine sui fenomeni di diffusione lungo alcuni tratti delle coste siciliane del canale di Sicilia di due alghe così dette “aliene”: la Caulerpa racemosa e la Caulerpa taxifolia.

Lo scopo delle indagini, i cui risultati, intermedi e finali, saranno comunicati nel corso di due convegni scientifici che si terranno tra giugno e novembre, all’interno di una più ampia campagna di comunicazione, è stato quello di valutare gli effetti della presenza di queste alghe aliene, studiando le eventuali alterazioni dell’ecosistema marino mediterraneo e prevedendo gli eventuali impatti negativi che possono influire sulle attività economiche legate al mare e, soprattutto, sulla pesca.

Le attività di indagine tecnico scientifica sono state coordinate da A.R.P.A. Sicilia, Struttura di Ragusa, diretta dalla dottoressa Maria Lucia Antoci, e sono state supportate dalle attività di ricerca affidate al C.N.R. (Istituto per l’Ambiente Marino Costiero) e all’I.S.P.R.A. (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Le indagini in campo e le analisi di laboratorio – La Struttura Territoriale A.R.P.A. Sicilia di Ragusa, ha curato in particolare l’avvio delle indagini di campo e di laboratorio, chimiche e biologiche, finalizzate alla valutazione dello stato ambientale delle acque marino costiere. Sono state eseguite 8 campagne di rilievi su 35 transetti ubicati tra Portopalo di Capo Passero (SR) e Capo Granitola (TP) e presso l’isola di Lampedusa. Si è proceduto alla ricerca degli indicatori correlabili ai fattori di stress che favoriscono la diffusione delle alghe aliene; alle analisi biologiche finalizzate allo studio del fitoplancton, dello zooplancton, di macroalghe e della Posidonia oceanica, alle analisi chimiche finalizzate alla ricerca di macrodescrittori, microinquinanti e fitofarmaci e alla valutazione del bio-accumulo di alcuni microinquinanti in specie ittiche bentoniche e necto-bentoniche.

Al C.N.R. è stata affidata l’attività di ricerca sugli effetti delle Caulerpe sugli ambienti costieri. In particolare, sono stati verificati gli effetti delle due alghe sui modelli di distribuzione degli invertebrati bentonici di ambienti considerati chiave da un punto di vista ecologico.

L’I.S.P.R.A. ha curato gli aspetti dello studio finalizzati alla valutazione dell’impatto prodotto dalla diffusione delle Caulerpe sulle attività di pesca. La ricerca dunque ha riguardato la rilevazione dell’eventuale presenza di specie aliene, la valutazione dell’incidenza sulle specie autoctone e le conseguenze quali-quantitative sul pescato. L’I.S.P.R.A. ha inoltre effettuato rilievi in alcune zone del Canale di Sicilia e dell’isola di Lampedusa finalizzati alla redazione di carte tematiche.

Una mappa delle Caulerpe in Sicilia – Le Associazioni della Pesca hanno contribuito alla redazione di una mappa della distribuzione delle Caulerpe nelle aree oggetto di studio ed alla sensibilizzazione dei propri associati rispetto all’opportunità dell’adozione di buone pratiche di pesca per limitare la diffusione delle alghe. Le attività di campo sono state supportate dalle Direzioni Marittime di Palermo e di Catania della Guardia Costiera, attraverso le Capitanerie di Porto del Canale di Sicilia e la Protezione Civile del Comune di Ragusa.

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