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Prima al Teatro Massimo “Un Ballo in Maschera”

Debutto in alta uniforme per la prima dell’opera Un Ballo in Maschera avvenuta ieri al Teatro Massimo. L’attenzione e il compiacimento e’ stato utto attribuito alle splendide scenografie ,ai costumi veramente da Tableaux vivants e per la particolarissima interpretazione del coro del Teatro Massimo diretto dal faentino M° Piero Monti e dal corpo di ballo coreografato da Amedeo Amodio già direttore del corpo di ballo del teatro Massimo.

Pubblico vivacemente interessato per la ripresa di  una opera secondo gli  schemi classici senza piu’ giochi di interpretazioni e rivisitazioni che spessissimo non sono stati condivisi dai  melomani in recenti opere dove il fattore economia e i tenativi dei registi di apportare innovazioni l’hanno fatto da padrone.Buona la direzione d’orchestra se pur a dire generale sufficentemente moscio tranne guizzi che riconducevano alla Antegenerale dove l’orchestra sovrastava i cantanti che gia’ notevolmente a disagio forzavano le voci per risaltare in un groviglio spesso incomprensibile e chiassoso.abbiamo rilevato purtroppo che il cast non e’ stato all’altezza della produzione infatti il soprano OKSANA DYKA ha avuto punti di debolezza nei piani e in qualche acuto a parte la incomprensibilita’ del recitativo forse per la differenza linguistica visto la nazionalita’ della cantante di origine ucraina.Circa il tenore rileviamo defaillances negli attacchi e poca dimestichezza nei concertati sfasando di tanto in tanto mancando una assoluta sintonia in alcuni passaggi.

Migliore in scena Oscar il segretario del Conte Riccardo interpretata da ZUZANA MARKOVA che ha dimostrato grandi capacita’ vocali e una verve scenica da assoluta protagonista…..per tale ragione gli applausi le sono stati tributati con forte emozione.Tremula la voce di Ulrica interpretata da Tichina Vaughn eccessivamente poco colorita anche se le riconosciamo una forte presenza scenica .Rilevante la prestazione di Giovanni Meoni nella parte di Renato marito di Amelia.La regia di Gasparon e’ stata in condizione di  far ben figurare tutti gli interpreti facendoli ben muovere dentro scenografie suggestive.

Segnaliamo il datore luci Andrea Borelli che ha sapientemente dosato e reso quindi belle le scene con suggerimenti inusitati.Ci eravamo dilungati oltremodo nella trama articolo apparso per la prova ANTEGENERALE.

In definitiva una opera  bella poco ascoltata e quindi non memorizzata dal pubblico come per altre opere di Verdi sicuramente piu’ orecchiabili e conosciute.

Paolo Santoro

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