Presidente Mattarella: Libertà e Garanti in una democrazia sempre più in declino. Si va oltre il Covid-19

Altro che "La libertà non è il diritto di fare ammalare gli altri".

Repubblica Italiana, Cerimonia del Ventaglio: Mattarella “La libertà non è il diritto di fare ammalare gli altri”.

Un TITOLONE in tempo di guai? NO è altro.

E’ una frase, un pezzo, di tre giorni addietro, quella del Presidente della Repubblica Italiana, riportata su quasi tutti i Media del Paese, che ha fatto storcere la bocca a molti credenti della democratica Italia.

Quella del Ventaglio, non era, almeno si spera, la solita lezione/approfondimento che il Presidente Mattarella, ci ha abituati a sentire in tempi difficili e di pandemia. Una sorta di omelia del buon parroco o i consigli del buon padre di famiglia  che prova a trasmettere i sani valori ai propri figli.

Non era nemmeno una frase di circostanza. Ecco, iI Presidente Mattarella diceva sul serio e l’ha detta: “La libertà non è il diritto di fare ammalare gli altri”.

Il Paese vive tempi difficili. E’ non solo difficili, pure troppo lunghi tra “camurrie” inaspettate.

Il popolo italiano è stanco e provato dalle molteplici e gravi situazioni legate alla salute, alla crisi economica e i suoi derivati e quella che, giusto un tempo,  era la democrazia, oggi è messa in discussione, portandola sempre più verso il declino.

Ad ogni modo, la missione di un Presidente della Repubblica, come quella Italiana, è  dare l’esempio al suo popolo e iniettare forti dosi di patriottismo e ottimismo, ricordando  i temi di giustizia e  libertà tra diritti e doveri . Chiamasi appunto democrazia.

Giusto.  Ma il dilemma sta proprio sull’utilizzo di questa locuzione. Proprio in tempi di sofferta libertà che a moltissime persone, rispettosi delle istituzioni e dal credo liberale, ha fatto scaturire una domanda secca  e univoca: “…ma perché siamo in democrazia?  SI, proprio così. Ce lo siamo chiesti in tanti.

E il dubbio è plausibile in tempo di mancata libertà per la comunità italiana in terra propria e per le diverse concause: in primo luogo la pandemia e a seguire il tanto altro: la giustizia, magistratura, lavoro, imprese, privacy, carceri, obblighi e doveri, dove tutto sembrerebbe non bilanciare più come invece recita la Costituzione a garanzia di tutti.

Se da un parte, per esempio acclamato,  vediamo l’illecito arrivo di clandestini che si spacciano per migranti dall’indubbia identità e dall’implicita conoscenza della gestione migrazione del GOVERNO italiano, dall’altra invece, il nostro Paese risponde con due pesi e due misure: il clandestino arriva illecitamente, pretende e offende sapendo di avere dalla sua una certa democrazia che gli consente pure di far ammalare gli altri. Dall’altra,  al popolo italiano si chiede e s’impone regole e norme che rispondano solo agli italiani e che mettono in dubbio la stessa libertà di movimento, di azione e di comportamento che ci trascina verso l’altra democrazia, quella a senso unico, che non conviene.

Abbiamo visto minare quella democrazia tanto decantata in nome e per conto della Costituzione anche nel contesto giudiziario, dove è coinvolto l’organo della magistratura con una flotta di magistrati impegnati a “fare altro”,  organizzati al fine di destabilizzare gruppi politici nell’intento di decidere chi far governare la Nazione. Cotanta spregiudicatezza, violenza, Illegalità nel nome della libertà e della giustizia che non c’è e di  una costituzione di cui siamo oggi coscienti,  non essere più adatta e idonea, n’è conforme, almeno in parte, al mondo in cui viviamo.

Anche quella delle rivolte nelle carceri in tempi di pandemia è  una storia di “mala” democrazia, ovvero dell’utilizzo della democrazia come strumento per ottenere libertà e diritti (alla salute in questo caso) e alla faccia della legalità e di chi rispetta le regole.

Ma di democrazia, di diritti e libertà potremmo stare a scrivere per giorni e giorni, mesi e mesi  e constatare un disequilibrio tra chi recita il vangelo della democrazia tra diritti e doveri, facendo leva solo su quello che più conviene e con il supporto di una Costituzione sempre più disallineata e contraddittoria.

Diciamolo pure la democrazia va garantita a tutti tranne che a tutti gli altri.

Ovvero se sei cristiano e qualcuno brucia la tua chiesa con i cristiani dentro noi rispondiamo con democrazia:  “venite, vi  apriamo le porte di casa nostra e vi finanziamo i luoghi di culto e di religione. In più vi verrà garantito, in nome di una democrazia a senso unico,  libertà di fare quello che volete.

Noi italiani, con il tricolore in mano, ad ogni modo, alla libertà ci abbiamo creduto tanto. Lo dimostrano le tantissime  associazioni, fondazioni, giornali, partiti e movimenti che sono nati e che hanno fatto tesoro di quella frase declinata a più non posso tra  loghi, slogan e payoff con l’obiettivo di “tirare fuori” quella  “libertà e democrazia” di cui essere orgogliosi.

Ma allora oggi quanti ancora credono a tali valori?

NON abbiamo ancora provveduto a realizzare un sondaggio, ma possiamo dire agli sfiduciati che anche stavolta ci ha pensato il Capo dello Stato con un messaggio inedito e subliminale:  “La libertà non è il diritto di fare ammalare gli altri” e diceva sul serio.

Sarà l’inizio?

 

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