PoliticaPrimo Piano

Presentata a Palazzo dei Normanni la prima Rete ospedaliera d’Italia

400 milioni per la riqualificazione dell’edilizia sanitaria e per l’ammodernamento tecnologico

Un aumento dei posti letto di oltre 1800 unità, ottimizzazione delle risorse, l’accorpamento delle strutture pubbliche e private che non riescono a raggiungere gli standard del piano ministeriale, maggiore qualita’ dei servizi, mantenimento di presidi ospedalieri minori che verranno accorpati solo in un unico soggetto giuridico. In più, un piano di investimenti pari a 400 milioni per l’edilizia sanitaria e per l’ammodernamento delle tecnologie. Sono questi alcuni degli elementi che caratterizzano la nuova Rete ospedaliera regionale, presentata oggi a Palazzo dei Normanni in una conferenza stampa dall’assessore alla Salute Lucia Borsellino e dal presidente della commissione Sanita’ dell’Ars Pippo Di Giacomo.

“Si tratta della prima Rete ospedaliera in Italia -sottolinea Borsellino- che definisce l’assetto del nuovo piano sanitario regionale per il prossimo triennio. La Sicilia partiva con un deficit di posti letto per i post acuti e riabilitazione in lungodegenza, il parametro nazionale era 0,7, mentre il nostro standard complessivo era appena di 0,3. Oggi questo piano non determina tagli di posti letto, ma un saldo positivo con oltre 1.800 posti letto in piu’ di post acuti, partendo da 16.831 posti letto attivi dal 31 dicembre 2013, mentre la rimodulazione li porterà a 18.720”.

Di questi 1.889 complessivamente rimodulati, 84 acuti e 1.805 post acuti. Con il nuovo Piano, l’assessorato ha inteso operare una rimodulazione anche qualitativa, che va a riequilibrare l’offerta sanitaria del sistema ospedaliero all’interno delle singole province e dei singoli territori. La filosofia seguita e’ stata quella di rendere omogenei i livelli di assistenza ospedaliera in tutti i territori siciliani.

“I precedenti cicli di programmazione hanno visto un eccessivo accentramento dell’offerta sanitaria sia essa ospedaliera che territoriale- ha aggiunto Borsellino- oggi abbiamo volto invertire questa tendenza per poter garantire quel principio di autosufficienza anche a livello di singoli territori, certamente per quegli aspetti non legati all’alta specialità che vedono in strutture sovraregionali la loro specificità. Penso, ad esempio, all’Ismet o all’istituto di Troina, per quanto riguarda le patologie infantili legate agli aspetti della salute mentale. E’ un programma molto complesso, che vede una declinazione puntuale provincia per provincia, presidio per presidio, disciplina per disciplina quello che è il numero dei posti letto e la caratterizzazione di ogni presidio all’interno della rete ospedaliera”.

Novità principale di questo modello è quello di aver identificato negli ospedali riuniti, il nuovo modello organizzativo che accorpa più presidi ricadenti nello stesso distretto. “Questo lo abbiamo fatto per sfatare quella convinzione che purtroppo è stata decretata- ha sottolineato l’assessore- ma non attuata nel corso di questi anni, e cioè che i piccoli presidi ospedalieri, insicuri e connotati da un basso numero di posti letto, debbano essere chiusi.”

Nella precedente programmazione era stato fatto un unico provvedimento che definiva il macro dato a livello regionale, nulla dicendo circa il dettaglio di quello che era poi l’assetto dei singoli presidi, ora l’assessorato sta definendo l’assetto organizzativo e funzionale sul territorio di tutte le province siciliane. Il provvedimento riguarderà anche i servizi senza posti letto, siano essi ambulatoriali che diagnostici, intraospedalieri. Sono previste anche delle schede sui servizi territoriali, in modo da avere l’idea della continuità e complementarietà tra attività ospedaliere e attività territoriali. L’assessorato di piazza Ottavio Zino ha pure provveduto a definire la classificazione delle aree di emergenza- urgenza, che è stata fatta per poter garantire anche nell’ambito del trasporto d’emergenza, sia esso terrestre che aereo, l’ospedale più adeguato all’emergenza del caso. “In questo modo abbiamo voluto fare un’operazione verità in quello che è il sistema offerta della nostra regione- ha proseguito l’assessore- e questo lo abbiamo potuto fare soprattutto perché sia chiaro a tutti qual è l’offerta delle nostre strutture”.

Il nuovo Piano prevede una riqualificazione in termini organizzativi del personale, che dovrà rotare per mantenere i livelli di competenza, ma soprattutto a questo progetto si accompagnerà un percorso adeguato di formazione. Le università avranno un ruolo fondamentale in questo senso. Altro elemento importante, come dicevamo all’inizio, sarà la possibilità di vedere sbloccate le risorse ministeriali per gli investimenti di edilizia sanitaria e di ammodernamento del parco tecnologico del sistema sanitario. In particolare, il piano prevede una ottimizzazione delle risorse, i maggiori costi legati ad interventi strutturali di edilizia sanitaria sono risorse aggiuntive che verranno riconosciute dal Ministero, nell’ambito dell’accordi di programma di investimenti a valere sull’articolo 20. Un accordo che era stato già definito nella sua progettazione alla fine del 2012, ma che solo ora potrà contare sullo sblocco in quota parte di fondi che sarà vitale per il processo di ammodernamento dell’intera rete.

“Il piano che abbiamo stralciato in modo da poter accompagnare la rete ammonta a circa 400 milioni di euro- è la risposta di Borsellino a Il Moderatore – che dovrebbero essere nella disponibilità ministeriale per potere riconoscere alla Sicilia alcuni interventi che sono essenziali per l’ammodernamento del sistema ospedaliero”. Ma come si è arrivati al Piano?

“C’è una norma nazionale, la legge di conversione del dl 95/2012 – continua l’assessore- che ha previsto un abbassamento dei distretti ospedalieri, quindi tutte le regioni sono tenute a rivedere i propri assetti per verificare la coerenza rispetto allo standard nazionale. Questa norma, però, prevedeva l’applicazione di un regolamento da parte del Ministero ancora non pubblicato, che sarebbe dovuto entrare nel merito delle singole discipline e identificare dei parametri ancora più dettagliati. La Regione Sicilia, responsabilmente, ha voluto anticipare un’adesione emanando un regolamento ancor prima che questo venisse pubblicato, assumendosi la responsabilità in termini di adesione ad un progetto che non viene recepito all’interno del nostro programma, solo perché dobbiamo rispondere al dettato di una norma, ma perché ci rendiamo conto che la necessità di riqualificare il sistema passa attraverso una scrittura delle regole, che sono alla base del sistema stesso. Devo aggiungere che, in questo percorso, abbiamo trovato un grande contributo in termini di senso di responsabilità anche da parte del comparto privato che, nella paventata ipotesi di dover chiudere strutture con meno di 60 posti letto, ha ritenuto di dovere concorrere a questo piano attraverso un percorso di avvicendamento che vedrà anche lì accorpamenti strutturali di case di cura, che insieme potranno superare lo standard, oppure nel caso di strutture che da sole rispettano i parametri, il mantenimento potrà avvenire anche attraverso una rivisitazione dell’assetto interno in termini qualitativi. Il privato sta assecondando questo percorso di cambiamento”.

“E’ la prima Rete ospedaliera d’Italia e potete dirlo al presidente del Veneto Zaia – dice con un piglio d’orgoglio Di Giacomo ai cronisti presenti in sala stampa- che ogni volta ci cita a sproposito, che può venire qui in Sicilia a prendere lezioni. Intanto, la prima Rete l’abbiamo definita noi e non lui, una volta tanto ci spetta un primato. Riteniamo di avere fatto un buon lavoro anche perché si definisce una rete dinamica, non sclerotizzata che rimane così per i prossimi dieci anni, che si testa ora sul territorio per vedere quali saranno le risposte. Se le unità operative semplici o complesse funzioneranno, bene, in caso contrario ci sarà un naturale sistema di riassorbimento e di risparmio. Per la prima volta si fa una sorta di piano regolatore della Sanità siciliana”.

Marina Pupella

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button