“Aspettate che siete morti”: quella minaccia sul lungomare di Porticello diventa tentato omicidio
n uomo interviene per difendere una donna picchiata dal marito. Pochi minuti dopo viene inseguito e colpito alla testa con un vaso di ceramica

DEGRADO
Inseguito sul lungomare e colpito alla testa con un vaso: tre arresti per tentato omicidio a Porticello
Due minorenni di 15 e 16 anni finiscono al Malaspina. Un 34enne tunisino aggredito con pietre, bottiglie e un pesante vaso ornamentale dopo essere intervenuto per difendere una donna e suo figlio.
La notte del 5 ottobre al lungomare di Porticello inizia come tante altre serate d’estate fuori stagione: musica, gente, il mare di Piano Stenditore a fare da sfondo. Finisce con un uomo insanguinato a terra, un vaso di ceramica frantumato e tre giovani in manette. La Procura per i minorenni di Palermo contesta il tentato omicidio.
Una serata al concerto, poi l’escalation
M.G.M, 34 anni, di origine tunisina, si trova sul lungomare insieme alla compagna e ad alcuni amici per assistere a un concerto. Ad un certo punto nota una scena che non riesce a ignorare: V.P. sta colpendo il figlio adolescente mentre la moglie cerca disperatamente di mettersi in mezzo. L’uomo interviene per separarli.
La situazione sembra rientrare dopo che la compagna di M.G.M. spruzza dello spray al peperoncino contro V.P. e l’uomo si allontana. Ma prima di sparire nel buio lancia una minaccia che, in quella notte, si rivelerà tutt’altro che vuota. “Aspettate qui che siete morti” le parole di V.P. prima di allontanarsi.
Il branco arriva dal buio
Pochi minuti dopo sul lungomare compaiono tre giovani: S.P., 21 anni, figlio di V.P., insieme a due minorenni, uno dei quali è suo fratello. Per gli investigatori dei carabinieri della compagnia di Bagheria è il ventunenne ad avvicinarsi per primo a M.G.M., puntandogli contro una pistola giocattolo priva del tappo rosso. Per la vittima, nel buio e nella concitazione del momento, è impossibile distinguerla da un’arma vera.
L’uomo prova a fuggire. Mentre S.P. lo tiene sotto tiro, gli altri due lo inseguono lanciandogli addosso tutto quello che trovano: pietre, bottiglie di vetro, pezzi di legno. L’inseguimento attraversa il parco urbano e arriva fino alla riva del mare.
Il vaso scagliato da distanza ravvicinata
È qui che avviene l’episodio più grave. Il sedicenne strappa dal terreno un grande vaso ornamentale in ceramica, alto circa quaranta centimetri e pieno di terra, e lo scaglia contro M.G.M. da distanza ravvicinata. La vittima tenta di proteggersi alzando il braccio, ma il colpo la raggiunge alla testa.
M.G.M. viene soccorso e trasportato in ospedale. I medici refertano un trauma cranico e la frattura del polso sinistro, con una prognosi di venti giorni. Per la Procura per i minorenni quella ceramica poteva uccidere.
Le misure cautelari
Due minorenni, di 16 e 15 anni, sono stati collocati in carcere presso l’istituto penale per minorenni Malaspina di Palermo. Il gip Alessandra Puglisi ha ritenuto concreto il rischio di reiterazione dei reati.
S.P., 21 anni, fratello di uno dei due minorenni, si trova invece ai domiciliari.
L’accusa per tutti e tre è di tentato omicidio.
Tre famiglie, una sola notte
Dietro all’aggressione c’è una ragnatela di legami familiari che la rende ancora più inquietante. V.P. aggredisce suo figlio, il figlio viene difeso da un estraneo, e i figli di V.P. — il maggiorenne e il minorenne — escono di casa per vendicare il padre. In mezzo a tutto questo, una donna che prova a proteggere il proprio bambino e un uomo che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Scelta che quasi gli costa la vita.
L’inchiesta della Procura per i minorenni di Palermo prosegue. Gli investigatori stanno ricostruendo l’intera catena di eventi per accertare le responsabilità di ciascuno degli indagati e verificare se altri soggetti abbiano partecipato all’aggressione.



