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Poltrona ti amo/1 – Ecco i super veterani del Parlamento: Tremaglia e La Malfa

Senato della Repubblica

Seconda inchiesta de Il Moderatore.it, dopo quella di Luca Mangogna sui deputati dell’Assemblea Regionale Sicilia. Da oggi, infatti, Valerio Valeri si occuperà dei senatori e dei deputati. E ne scopriremo delle belle…

Se al governo ci fosse Beppe Grillo, o finanche uno di noi, attualmente il Parlamento perderebbe una ricca fetta di deputati e molti altri, dalla prossima legislatura, non potrebbero più ricandidarsi.

Infatti, in base alla ricerca fatta spulciando sul sito ufficiale della Camera, sono ben 178 gli onorevoli che attualmente stanno svolgendo la loro terza legislatura. Non per tutti i mandati si sono susseguiti, perché non sempre le elezioni sono andate bene ed è anche capitato che una volta o due qualcuno sia rimasto a casa. Ma la sostanza rimane: gli amanti della poltrona sono parecchi.

Certo, se poi andiamo a guardare i veterani, gli irriducibili della politica nostrana ormai facenti parte della tappezzeria di Montecitorio, allora la fetta si riduce, ma i numeri spaventano: il bergamasco Mirko Tremaglia, morto il 30 dicembre 2011 a 85 anni, era seduto in Parlamento dal maggio del 1972, VI legislatura. Siamo alla XVI, fate un po’ i conti.

Repubblichino della prima ora, Tremaglia dopo la fine delle ostilità interne al Paese confluì nel Movimento Sociale Italiano, fu il braccio destro di Giorgio Almirante e nel 1995 aderì alla famigerata “svolta di Fiuggi” e passò ad Alleanza Nazionale. Nel 2009 si schierò con il Pdl di Berlusconi, con spirito critico soprattutto quando venne approvato il reato di clandestinità, che Tremaglia definì “un finto reato”, ricordando quanto subito dai nostri nonni emigrati negli Stati Uniti. Con l’addio di Fini al Pdl, l’ex deputato lo seguì in Futuro e Libertà. Il suo nome è legato alla legge che permette il voto degli italiani all’estero, tema per cui ha speso gran parte della sua carriera politica. Nell’ultimo anno di attività (e di vita), ha presentato come co-firmatario proprio una proposta di legge per la riduzione del numero di deputati e senatori.

Il secondo più longevo politicamente, con all’attivo dieci legislature (anch’egli è entrato nel 1972, ma ne ha saltata una) è Giorgio La Malfa, nato Milano nel 1939 e figlio d’arte, infatti il padre era Ugo La Malfa, palermitano, deputato dal 1948 al 1979, anno della sua morte. Giorgio, ex dirigente del Partito Repubblicano, nel 1996 sostiene la candidatura di Romano Prodi alla presidenza del consiglio, ma dopo pochi anni si stacca per avvicinarsi, passo dopo passo, al centrodestra, diventando Ministro per le Politiche Economiche nel 2005/2006.

Dalla sua pagina web sul sito della Camera è possibile, tra l’altro, scaricare la documentazione patrimoniale e scoprire che La Malfa, nel 2011, ha dichiarato al fisco poco meno di 175 mila euro. Nella legislatura in corso – e ormai agli sgoccioli – l’ex repubblicano non ha presentato proposte di legge, accodandosi però a quella per l’istituzione della Giornata Nazionale per la Lotta all’Endometriosi, malattia cronica molto complessa che colpisce l’utero rendendo le donne per lo più fertili. (Continua…)

Valerio Valeri

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