Calcio e riscatto a Palermo: “Play for the Future” unisce Zen, Cep e Brancaccio
Sabato il calcio d'inizio della sfida che trasforma i campi di periferia in spazi di integrazione e amicizia

SPORT E LEGALITÀ
Calcio e inclusione sociale, a Palermo scende in campo il torneo “Play for the Future”
Al via l’iniziativa che coinvolge i giovani dello Zen, del Cep e di Brancaccio insieme alle istituzioni: la finale si giocherà il prossimo 7 maggio.
Palermo si riappropria dei propri spazi attraverso il gioco del calcio e il valore della condivisione. Sabato scorso il centro sportivo ASD Sant’Ernesto ha ospitato la cerimonia di apertura di “Play for the Future”, un torneo nato con l’obiettivo di abbattere le barriere sociali e promuovere l’integrazione tra i ragazzi della città. Il progetto vede la collaborazione tra il Dipartimento della Giustizia Minorile, l’Ufficio Immigrazione della Prefettura e la Fondazione Milan, unendo sotto un’unica maglia i giovani residenti nei quartieri periferici e i ragazzi dei centri di accoglienza.
L’evento ha visto la partecipazione attiva delle autorità locali e nazionali
L’assessore alle Politiche Giovanili Fabrizio Ferrandelli e il funzionario della Prefettura Vito Zingales hanno tenuto a battesimo la manifestazione, evidenziando come lo sport possa trasformarsi in un presidio di legalità. Sul campo non si sfidano solo squadre, ma si incontrano realtà diverse come quelle del Laboratorio Zen Insieme, del Centro Padre Nostro di Brancaccio e del San Giovanni Apostolo (Cep), affiancate dai rappresentanti dell’USMM e della Bonagrazia CASS.
“Questo torneo rappresenta un’opportunità unica per i giovani di mettersi in gioco e costruire legami, al di là delle differenze culturali e sociali. Siamo orgogliosi di sostenere iniziative che promuovono l’inclusione e la crescita dei nostri ragazzi.”
– L’assessore alle Politiche Giovanili, Fabrizio Ferrandelli
Secondo la visione della direttrice dell’Ufficio Immigrazione Carolina Spataro, l’iniziativa punta a trasformare i campi di gioco in frontiere di resistenza civile. Durante la giornata inaugurale, l’assessore Ferrandelli ha ribadito che il torneo offre ai partecipanti la possibilità di costruire legami che superano le differenze culturali, mentre il dottor Zingales ha posto l’accento sulla presenza dello Stato in territori simbolici. La partecipazione dei Ministeri della Giustizia e dell’Interno sottolinea la volontà istituzionale di investire nel futuro delle nuove generazioni attraverso modelli di aggregazione sani.
Il percorso sportivo appena iniziato accompagnerà i giovani atleti per le prossime settimane, mantenendo alta l’attenzione sul tema della riappropriazione del territorio. La finale e la cerimonia di premiazione sono fissate per il 7 maggio 2026, giornata in cui verranno celebrati i risultati agonistici insieme ai valori di rispetto e amicizia che costituiscono il vero cuore del progetto. Palermo sceglie così di rispondere alle difficoltà sociali con la concretezza di un pallone che rotola, puntando sulla crescita collettiva dei suoi cittadini più giovani.



