Cronaca

Pizzo sui matrimoni. A Palermo aperta un’inchiesta

Villa Trabia, foto internet

L’ombra del pizzo della mafia cade ancora una volta sulla realtà palermitana, coinvolgendo questa volta i matrimoni civili celebrati a Villa Trabia. Come scrive l’edizione locale di Repubblica, sembra che un sedicente fotografo abbia gestito il racket dei matrimoni civili, imponendo insieme ad alcuni impiegati comunali il pagamento di una “tariffa” di 300 euro per le unioni celebrate.

I soldi in teroria venivano utilizzati per la realizzazione di un album fotografico e dietro pagamento era possibile – nonostante il regolamento lo vietasse- organizzare un rinfresco nella storica residenza settecentesca appartenuta al principe di Trabia Giuseppe Lanza Branciforti.

In seguito alla denuncia del sindaco Leoluca Orlando, la procura di Palermo ha aperto un fascicolo per fare luce sulla vicenda. Intanto il primo cittadino ha spostato la celebrazione dei matrimoni nella sede restaurata della ex Fonderia Oretea.

Al momento il fascicolo aperto dal procuratore aggiunto, Leonardo Agueci, è contro ignoti, ma da qualche giorno sul cancello di Villa Trabia è comparso un cartello nel quale si avvertono gli interessati che le nozze sono gratis e che non è consentita alcuna attività extra.

Orlando ha annullato anche la disposizione dell’ex sindaco Diego Cammarata che aveva predisposto un tariffario per le nozze civili parti a 250 euro per un giorno infrasettimanale e 500 per il sabato pomeriggio.

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