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Pif parla come un politico di sinistra. La sicurezza non è percezione

Dalla teoria dei salotti alla realtà delle strade: perché servono presenza e pene certe

Pif a Repubblica parla come un politico di sinistra. Ma la sicurezza non è una percezione

Le parole del regista sull’aumento delle forze dell’ordine e delle pene mostrano la distanza tra la teoria dei salotti e la realtà delle strade

Palermo, 14 ottobre 2025 – “Più poliziotti, più carabinieri, più militari in città. Se questa è l’unica soluzione che cerchiamo, non cambierà nulla”. Con queste parole, rilanciate da la Repubblica Palermo, Pif – regista e volto televisivo – si avventura in un’analisi sociopolitica che suona come un discorso da radical chic più che come una riflessione lucida sul dramma che attraversa Palermo e molte città italiane.

Il lusso di chi parla dall’alto

Dire che “aumentare le forze dell’ordine non serve” può sembrare brillante in un talk show, ma è offensivo per chi vive ogni giorno paura, violenza e assenza di sicurezza. Bollare come “approssimativi” i politici che chiedono più agenti è un esercizio di superiorità morale che ignora il dato reale: la criminalità, specie giovanile, è tornata a livelli che richiedono presenza costante dello Stato, uomini e mezzi, non slogan.

Chi non vive la paura non può predicare morale

Pif liquida come “banale” l’inasprimento delle pene, come se fosse un capriccio di chi non sa governare. Eppure, in un Paese dove chi accoltella, rapina o aggredisce spesso viene semplicemente denunciato a piede libero, invocare pene certe non è populismo: è giustizia. Lo racconti lui a chi ha perso un figlio, a chi subisce aggressioni o intimidazioni nei quartieri più difficili. In questi contesti, la parola “banalità” suona come un insulto.

Il moralismo facile della sinistra da salotto

Da tempo una certa area progressista ama ripetere che “servono soluzioni complesse a problemi complessi”, come se chi invoca ordine e sicurezza fosse un sempliciotto. È la sinistra del salotto, quella che scambia la concretezza per volgarità. Pif ne diventa il portavoce inconsapevole: invece di ascoltare la realtà delle strade, la racconta dall’alto di un moralismo che ha perso contatto con la vita quotidiana.

La sicurezza è un diritto, non una percezione

Chi vive nei quartieri a rischio non chiede citazioni sociologiche ma protezione, presenza, prevenzione. Parlare di “più poliziotti” non è una trovata elettorale: è una necessità. A chi minimizza con un “servono risposte complesse”, va ricordato che la complessità non può diventare l’alibi dell’inazione. La sicurezza non è percezione: è un diritto che lo Stato deve garantire, senza esitazioni.

Pif può continuare a filosofeggiare nei dibattiti, ma la Sicilia – e l’Italia intera – hanno bisogno di meno parole e più responsabilità. Le città non si salvano con l’ironia: si salvano con lo Stato.

Fonte: la Repubblica Palermo, dichiarazioni di Pif pubblicate il 14 ottobre 2025.

 

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