Tempo Libero

Piano Giovani, SiciliaOpenGov: «Violate le norme sulla trasparenza amministrativa»

Gaetano Armao

Lettera inviata a Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione

Illustre Presidente,

il Governo regionale siciliano per il tramite del suo presidente on. Crocetta e dell’assessore, sig.na Scilabra, oltre che delle competenti strutture dipartimentali, ha avviato l’iniziativa denominata “Piano straordinario opportunità giovani“, rivelatasi purtroppo, sia per le modalità organizzative che per le soluzioni prescelte sul piano degli affidamenti, del tutto inadeguata tanto da condurre ad un sostanziale fallimento ed all’annullamento in autotutela, sebbene a difesa delle proprie condotte, gli organi politici assumano esclusive responsabilità dell’apparato burocratico.

Sulla questione, con assoluta tempestività, sono già intervenute sia la Procura regionale della Corte dei conti che la Procura della Repubblica di Palermo, avviando le indagini di competenza in ordine ai possibili profili di pregiudizio all’erario e di illecito penale.

Va segnalato che con delibera n. 223 del 6 agosto 2014 – il giorno successivo al c.d. click day – e su proposta dell’Assessore al ramo, è stato approvato il Piano che ha previsto l’assegnazione a società ed enti a partecipazione pubblica, e senza procedura ad evidenza pubblica, di affidamenti per la gestione delle relative per oltre sei milioni di euro (Italia Lavoro per un milione e novecentomila euro; Sviluppo Italia-Sicilia per 2 milioni e 49 mila euro e il Formez per più 2 milioni, dei quali, come afferma la stampa oltre la metà sarebbero destinati a consulenze e collaborazioni esterne, delle quali risultano sconosciute forme di affidamento, beneficiari etc.).

Ebbene di tali affidamenti a società e delle condizioni per il ricorso a collaborazioni esterne non vi è traccia sul sito dell’Assessorato in violazione delle norme sulla trasparenza amministrativa (d.lgs 33 del 2013 e s.m.i.) e la pubblicità degli appalti, anche se in house e pertanto tali affidamenti vanno considerati nulli.

In particolare, il dirigente generale, dott.ssa Corsello, nel corso dell’Audizione di fronte alla competente Commissione del Parlamento regionale il 26 agosto (consultabile qui) ha avuto modo di affermare che, in spregio alla separazione tra compiti di indirizzo e gestione, il 27 novembre 2013 a Roma nel corso del Comitato di Direzione del Piano Giovani, alla presenza del rappresentante della Commissione Europea, “l’Assessore all’Istruzione e alla Formazione Professionale ha presentato una nuova stesura del Piano Giovani, curata direttamente dal suo ufficio di diretta collaborazione, in seno alla quale, come risulta dal verbale della riunione, si prevedeva di affidare l’attuazione delle misure relative alle priorità 1, 2, 4, e 7, ad Italia Lavoro, ente strumentale del ministero del Lavoro“.

Tali circostanze sono state, peraltro, ampiamente stigmatizzare dalla stampa (da ultimo, nell’articolo di A. Fraschilla “Piano giovani, il giallo degli affidamenti a Italia Lavoro: l’ultimo sì della giunta all’indomani del flop” su Repubblica-Palermo del 23 agosto u.s., ma già il 21 agosto da A. Messina “QTSicilia scrive alla Procura di Palermo” su QT Sicilia, ed infine da G.Messina, “Piano Giovani:i retroscena dell’affidamento di 5milioni di euro adI talia Lavoro”, su LinkSicilia, del 26 agosto u.s.).

Con d.d.g. formazione del 18 agosto 2014 l’affidamento ad Italia Lavoro è stato revocato (solo alcuni degli atti relativi si rinvengono nel sito della Società e degli altri enti, non vi è traccia alcuna, invece, di specifiche consulenze o collaborazioni in merito).

Emerge, con nitore, l’ingerenza dell’Assessore e, con buona probabilità dei suoi mentori politici, in scelte gestionali di esclusiva pertinenza burocratica che hanno poi rivelato non solo le disfunzioni che hanno condotto al fallimento del Piano giovani, ma sopratutto un coacervo di interessi politico-amministrativi sui quali codesta Autorità – pure al fine di concorrere ad appurare la sussistenza del traffico di influenze ed in applicazione delle competenze conferite dal legislatore – dovrà svolgere i necessari approfondimenti.

Il quadro pur sommariamente descritto evidenza un anomalo contesto che avrebbe favorito il ricorso ad affidamenti fiduciari ed a pratiche di tipo clientelare, contestate dal Capogruppo di Forza Italia all’Assemblea regionale nella conferenza stampa tenuta il 25 agosto u.s. nel corso della quale, stigmatizzando la gestione di una “parentopoli con assunzioni selvagge’, e’ stato affermato che “gli affidamenti di milioni di euro sono stati assegnati secondo modalità non regolari” (in Livesicilia).

Se tali interessi e traffici di influenze fossero confortati da obiettivi riscontri emergerebbe un “tessuto” che ha condizionato o ha tentato di condizionare l’azione amministrativa regionale in modo inaccettabile ed incompatibile con il contesto ordinamentale delineato dalla legislazione anticorruzione.

Questa Associazione (SiciliaOpenGov), come noto a codesta Autorità, si batte da anni per il rispetto del diritto alla trasparenza dei Siciliani, troppe volte deliberatamente violato dagli organi di governo della Regione ed attende adesso un doveroso accertamento in una vicenda che potrebbe evidenzia un intreccio tra politica ed interessi clientelari inaccettabile.

L’occasione è gradita per porgere i più cordiali saluti.

Gaetano Armao su cronopolitica.it

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