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Piano d’azione europeo per colpire il fenomeno delle partite truccate

“Il fenomeno delle scommesse illegali su eventi sportivi e le partite ‘truccate’, il cosiddetto match fixing, è al centro di un piano d’azione europeo per il periodo 2014-2019”. Lo ha annunciato l’eurodeputato Salvatore Iacolino (Fi-Ppe), che ieri a Bruxelles è intervenuto al convegno “Match fixing, match lost?”, alla presenza tra gli altri del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz.

Solo negli ultimi mesi del 2013 (agosto-dicembre) sono state rilevate 57 partite truccate, più altre 150 gare sospette, nei vari campionati sportivi europei. “Questi dati sono la cifra concreta di un fenomeno che va combattuto in team: autorità pubbliche, forze di polizia degli Stati membri dell’Ue, federazioni sportive, bookmakers, enti di regolamentazione di gioco d’azzardo, club sportivi e atleti devono agire in sintonia per aumentare il livello di condivisione delle informazioni, vagliare movimenti sospetti nelle scommesse e individuare i responsabili dei reati”, ha sottolineato Iacolino, promotore del progetto pilota sulla prevenzione del match fixing, adottato lo scorso ottobre dal Parlamento europeo nel quadro del budget 2014.

“Un importante sostegno alle autorità per le indagini, sia a livello sportivo che penale, – ha aggiunto – lo potrà dare la costituenda Procura europea. L’obiettivo infatti è il contrasto di queste pratiche illecite che rappresentano per i gruppi criminali un’ingente fonte di guadagno e un comodo sistema per riciclare denaro sporco, attraverso una maggiore cooperazione giudiziaria e di polizia fra gli Stati membri”.

“Nello sport la competizione fra i contendenti deve rimanere sana e leale – ha concluso Iacolino –. Per questo motivo servono sanzioni esemplari, come la radiazione, per gli atleti o i dirigenti che infrangono la legge. Il Parlamento europeo ha pure sancito che gli Stati membri prevedano il reato di manipolazione sportiva e della frode sportiva quale deterrente alle scommesse illegali e al match fixing, che va inasprito in Italia e introdotto negli Stati membri che non lo hanno ancora disciplinato”.

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