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Persone scomparse, all’Ars ddl per la costituzione di un Nucleo speciale

Marcello Volpe, Stefano e Antonio Maiorana, Denise Pipitone, Salvatore Colletta, Mariano Farina, Tindaro Bisazza, Giuseppe Florio, Antonio Franzò, Maria Lo Bianco, Simone Floridia, Andrea Lo Cricchio, Mariella Cimò. Sono solo alcuni dei nomi che completano la spaventosa lista delle 3.900 persone scomparse in Sicilia dal ’74 ad oggi e che danno all’Isola il triste primato di seconda regione d’Italia, dopo il Lazio con 6.766 casi, per numero di soggetti inghiottiti nel nulla.

“Un fenomeno allarmante e doloroso” come lo ha definito il ministro dell’Interno Alfano, rispetto al quale le istituzioni fanno melina perché la scomparsa di una persona non crea allarme sociale. Eppure le cifre parlano chiaro. Minori, anziani, italiani e ora pure stranieri, uomini più che donne di ogni classe sociale, danno forma all’identikit molto generico della persona che sparisce misteriosamente, senza alcun apparente motivo che ne determini l’allontanamento da casa e dai propri cari.

A chiedere un intervento normativo che coordini meglio l’azione degli inquirenti attraverso l’istituzione di un Nucleo investigativo speciale per gli scomparsi (Niis) è Toto Cordaro, componente della commissione regionale Antimafia e capogruppo Pid –Cp all’Ars. Che oggi, a margine della conferenza stampa di presentazione del convegno che si terra’ nel pomeriggio nella Sala gialla di Palazzo dei Normanni, per mettere a confronto le esperienze di esperti, psicologi, giuristi e investigatori e che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del generale Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, ha illustrato ai giornalisti un disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento nazionale. Una proposta di legge che si inserisce nel contesto attuale del dibattito parlamentare, dove in commissione Giustizia è in corso l’esame di una norma per l’introduzione nel codice penale del reato di depistaggio.

“E’ opportuno – spiega Cordaro – che vi sia tempestivita’ nelle ricerche, nella consapevolezza che le prime 48 ore dalla denuncia del caso di scomparsa, siano decisive ai fini del ritrovamento. Indispensabile anche un effettivo coordinamento tra le forze di polizia, il supporto alle famiglie e una interlocuzione con gli organismi istituzionali (che sono fra i principi cardine del ddl, ndr). Il fenomeno delle scomparse si presenta variegato e complesso perche’, a quelle  volontarie, bisogna aggiungere le scomparse indotte, quelle per disturbi psicologici e quelle per mafia. Da qui la necessità di un approccio a 360 gradi, per affrontare nel modo più appropriato ogni singolo caso. Rilevante anche il ruolo del web per far confluire in modo organizzato informazioni e dati attraverso programmi appositamente elaborati”.

All’incontro coi giornalisti erano presenti anche alcuni familiari delle vittime di questo grande “buco nero” che ha inghiottito come dicevamo 3.900 abitanti dell’Isola, le cui testimonianze hanno fatto emozionare perfino le gelide mura del Palazzo del potere.

“Mio figlio doveva compire 20 anni proprio due giorni prima della sua sparizione- racconta a Il Moderatore con voce rotta dall’emozione Laura Zarcone, mamma di Marcello Volpe – avvenuta il 12 luglio del 2011. Non abbiamo saputo più nulla da quel maledetto giorno, era un ragazzo molto metodico e non si sarebbe ami allontanato senza dirci niente. Le ricerche si erano fermate ed il pm aveva archiviato il caso, in quanto non sussistevano nuovi elementi di indagine. Ma ci siamo opposti, dopo che su face book abbiamo trovato una pista che intendiamo approfondire. Abbiamo chiesto una rogatoria internazionale al social network a seguito di un caso anomalo che si è verificato il giorno della sua scomparsa. C’è stato un collegamento tramite il Wifi, il wireless di casa mia, che però Marcello non aveva perché possedeva una sua connessione. Con questo collegamento è stata riattivata la casella di posta elettronica e riattivata la pagina fb giusto la stessa sera. Ebbene, rispetto a questo non si è fatto luce”.

Su questo fenomeno, il commissario straordinario del governo per le persone sparite, il prefetto Vittorio Piscitelli, ha chiarito che “non è solo italiano, in altri Paesi le cifre sono ancora più allarmanti, visto che si registra un fortissimo aumento dei numeri negli ultimi due anni”.

In Sicilia le maggiori cause di sparizione sono legate alla lupara bianca, ma oggi è subentrato un fatto nuovo, il terrorismo dell’Isis, a cui molti occidentali hanno scelto di aderire. Non sappiamo quanto liberamente ed è per questo che abbiamo chiesto all’ex generale Garofano se esiste la possibilità che alcuni di questi giovani siano stati rapiti dai terroristi per ingrossare le fila dell’organizzazione jihadista. “E’ un problema che non è stato ancora affrontato- riferisce- ma potrebbe essere preso in seria considerazione, anche dall’intelligence”.

Marina Pupella

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