Peppino Caronia e la verità sul Bar Alba: assoluzione piena dal Tribunale
Otto anni di accuse infondate, il Tribunale chiude il caso: “Nessuna bancarotta, nessun dolo"

Tutti assolti per la bancarotta del Bar Alba: “Nessuna irregolarità”
Il Tribunale di Palermo assolve con formula piena i titolari e gli amministratori della storica attività di via Ruggero Settimo
PALERMO 25 marzo 2025 – Nessuna bancarotta fraudolenta, nessuna irregolarità contabile. Dopo otto anni di processo, il Tribunale di Palermo ha assolto con formula piena tutti gli imputati coinvolti nella vicenda giudiziaria che ha colpito lo storico Bar Alba, simbolo della pasticceria siciliana in centro città.
Il cuore della notizia
I giudici della seconda sezione penale hanno riconosciuto l’assenza di dolo e la correttezza dell’operato degli amministratori. A processo erano finiti in sei, tra soci, titolari e figure operative della ditta A.P.R., accusati di aver causato il fallimento della società attraverso condotte fraudolente. Una ricostruzione che, secondo i giudici, non ha trovato riscontro.
Un procedimento lungo otto anni
Le indagini, partite nel 2015 e sfociate in un’inchiesta formale nel 2018, si sono trasformate in un procedimento complesso. Secondo l’accusa, i responsabili avrebbero sottratto risorse alla società, aggravandone la crisi. Tuttavia, consulenze tecniche e testimonianze hanno evidenziato che la crisi economica non era stata determinata da manovre scorrette, ma da fattori esterni e da dinamiche aziendali fisiologiche.
La voce del proprietario
A commentare con emozione la sentenza è Peppino Caronia, oggi titolare insieme alla sua famiglia del locale:
«Ringrazio la magistratura per aver finalmente fatto luce su una vicenda che, per quasi otto anni, io e la mia famiglia abbiamo ingiustamente subito» – dichiara commosso.
«Ci tengo a precisare che, dal 2016 ad oggi, il bar è sempre stato gestito dalla società A.P.R., interamente appartenente alla mia famiglia. Anche nella difficile fase dell’inchiesta, aperta nel 2018, abbiamo continuato a lavorare, mantenendo la gestione nonostante la presenza dell’amministrazione giudiziaria, alla quale corrispondevamo regolarmente una sorta di indennizzo, così come stabilito dal GIP.
Non ci siamo mai fermati: abbiamo affrontato ogni difficoltà con ingenti risorse, impegno e determinazione, rinnovando costantemente l’attività. Oggi sono felice di poter restituire alla nostra Palermo il giusto riconoscimento legato al nome del Bar Alba, che merita di essere ricordato e nominato per la sua storia bella e importante. L’attività proseguirà certamente con rinnovato slancio e dedizione, come abbiamo sempre fatto.»



