PENSIONE ANTICIPATA CON  QUOTA 102

 

PENSIONE ANTICIPATA CON  QUOTA 102 – NECESSARI 38 ANNI DI CONTRIBUTI ENTRO IL 2022 e 64 ANNI DI ETA’

La soluzione è stata fortemente voluta dal Presidente del Consiglio Mario Draghi in attesa di una riforma pensionistica strutturale che sarà discussa nel corso del 2022.

Addio quota 100, dal primo gennaio è subentrata  la quota 102 che mantiene invariati gli anni di contribuzione  richiesti, aumentando di due anni il requisito di età previsto per l’accesso alla pensione anticipata: 64+38 anziché 62+38. Infine, come naturale, il requisito fondamentale per l’accesso alla pensione quota 102 è la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.

I lavoratori nati entro il 31 dicembre 1959, e che entro il 31 dicembre 2021 perfezioneranno i 38 anni di contributi, potranno comunque accedere alla quota 100 anche in epoca successiva all’apertura delle finestra (pari a tre mesi per i dipendenti del settore privato, sei mesi per i pubblici).

Anche per quota 102, considerata la presenza delle finestre, trimestrale e semestrale,  le prime uscite  avverranno a partire dal 1° maggio 2022, per il settore privato, e dal 1° agosto per i pubblici dipendenti. 

L’accesso alla pensione potrà avvenire anche in regime di cumulo, utilizzando le contribuzioni accreditate nell’assicurazione generale obbligatoria, nelle forme esclusive (come quella dei pubblici dipendenti) e sostitutive (gestite dall’Inps) nonché nella gestione separata Inps. Non potranno essere utilizzate le contribuzioni accreditate presso le Casse dei liberi professionisti. I richiedenti non dovranno essere già titolari di pensione a carico di una delle gestioni citate.

La relazione tecnica alla legge di Bilancio stima, quale effetto della quota 102, 16.800 pensionati in più alla fine del 2022, per un costo maggiorato delle finanze pubbliche superiore ai 175 milioni; nel 2023 i nuovi pensionamenti dovrebbero superare invece le 23 mila unità con un costo di 679 milioni di euro.

Ai pubblici dipendenti è data facoltà di chiedere l’anticipo del trattamento di fine servizio o di fine rapporto, nell’ambito dell’accordo quadro stipulato tra Abi e ministeri competenti, con condizioni economiche agevolate, in linea con quanto previsto già con la quota 100.

Prorogate anche per il 2022  Opzione donna e l’Ape sociale, allargata anche alle categorie di lavoratori che svolgono impieghi usuranti. Con Opzione donna le lavoratrici dipendenti con almeno 58 anni o le autonome con 59 anni e 35 di contributi versati, possono  andare in pensione una volta decorso un anno di finestra mobile.

L’Ape sociale invece può essere sfruttata da coloro che raggiungono i 63 anni e hanno meno di 38 anni di contributi, almeno 30 se si è disoccupati e si è esaurita la Naspi da almeno tre mesi,o 36 se si chiede il sussidio per aver svolto un’attività usurante.

Caterina Guercio

 

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