Primo PianoSpazio Libero

Pensieri&Parole, “Un vero amico”

Era un mattino plumbeo e camminavo a piedi nudi nella sabbia umida in riva al mare.

Il cielo era coperto da nuvole scure che non promettevano niente di buono.

All’orizzonte, in basso, si intravedeva un leggero chiarore del sole, l’aria era frizzantina.

Nonostante tutto il mare era calmo. Ogni tanto l’acqua lambiva i miei piedi dandomi una dolce sensazione.

Il mio abbigliamento certamente non era adatto alla giornata ed infatti qualche brivido mi percorreva la schiena e mi faceva drizzare la peluria degli avambracci.

Ma io ero lo stesso contento perché, quella mattina non ero solo, con me c’era il mio dolce amico a quattro zampe che lasciato libero di correre ora saltellava, ora inseguiva i gabbiani, ora giocava con le spugne di mare, ora si divertiva a bagnarsi e a rotolarsi nella sabbia. Poi con movimenti ondulatori si scrollava dell’acqua e della sabbia ed infine tornava da me. Qua cominciava una strana danza, strusciandosi tra le mie gambe ritmicamente per poi richiedere la sua ricompensa, una semplice carezza. In simbiosi eravamo entrambi contenti.

Però di lì a poco cominciò a cadere dal cielo una pioggia dapprima sottile sottile e dopo cominciò gradatamente ad aumentate sino a diventare una pioggia copiosa.

Tutti inzuppati e infreddoliti dopo una breve corsa ci riparammo sotto la vicina pensilina di un bar che, visto l’orario, era ancora chiuso.

Io mi accovacciai sulle mie gambe e il piccoletto con un saltello si rifugiò tra le mie braccia mettendo la sua testolina sotto la mia ascella destra quasi a chiedere protezione.

Con quell’abbraccio eravamo diventati una cosa sola.

Non so quanto durò questo momento di simbiosi, ma avrei voluto che non fosse mai terminato.

Questo è un brano, dal titolo “L’ABBRACCIO” che ho scritto lo scorso anno ad inizio autunno, per sottolineare l’amicizia tra l’uomo e il suo migliore amico. Amico che spesso chiamiamo figlio e non c’è ne vergogniamo perché per noi che amiamo gli animali i nostri canuzzi, o i nostri gattini, sia che siano di razza e non, sono tra i nostri affetti più cari, danno tanto e non chiedono nulla, a loro basta una carezza, delle coccole e loro sono lì che ci seguono, che ci tirano su nei momenti non belli della nostra esistenza ed una cosa è sicura loro non ci tradiranno mai. Per gli anni che staranno con noi sarà una vita diversa, una vita vissuta all’insegna della spensieratezza, loro sono meglio di cento amici ed anche meglio di certi parenti, loro non ci sparlano non ci fanno cattiverie, non ci piantano in asso. Loro ci vogliono bene e basta, chi non ha mai avuto un amico pelosetto non riuscirà mai a capire questo tipo di affetto. È chiaro i propri figli sono i nostri discendenti e non si potranno mai paragonare ai nostri amici a quattro zampe, sono due affetti diversi.

Personalmente ho due pargoli a quattro zampe, un barboncino toy e un non meglio identificato simil pastore tedesco, un trovatello che mia figlia ha salvato dal cassonetto della raccolta immondizia. Stanno tutto il giorno assieme oramai hanno legato e vivono l’uno per l’altro, non mi lasciano uscire o rientrare se prima non ricevono una carezza o una coccola, su troppu ruci. Ci sarebbero tante cose da aggiungere su di loro, ma questo tipo di esperienza va vissuta sino in fondo, e non capirò mai chi prima li vuole e dopo li abbandona, per me queste persone, se tali si possono definire, non sono degne di stare sulla faccia della terra.

Car@pippo

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti Potrebbe Interessare:

Close
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Close
Close
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: