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SOLITUDINE

La solitudine, che brutta parola, per alcuni, uno stile di vita per altri.

Ma perché si diventa lupi solitari?

Me lo sono chiesto tante volte e non ho trovato ancora una risposta valida.

Purtroppo è una delle condizioni, malattia oserei dire, che coinvolge molti esseri umani. Una malattia, celata, subdola, dei nostri tempi, spesso e volentieri si diventa solitari per i cattivi rapporti interpersonali con i propri simili. Egoismo? Bisogno? Necessità? …

A questo tema ho dedicato una poesia in dialetto:

“Vogghiu stari sulu, ti rissi”

Ma picchi, rispunnivu io

“Picchi, picchi, accusi mi va ri stari”

Comu mai, successi qualchi cosa?

“Successi chiddu ca aveva a succediri”

Ca dimmi chi successi

“E troppo longu ra cuntari”

E tu  provacci, cunta

“Ma chi ta diri, vogghiu stari sulu e basta”

“Un mi va ne ri virili a qualchidunu n’è di parrari con qualchiautru”

Cerca ri sfurzariti, sfogati ca ti fa beni parrarinni

“Ancora insisti, un vogghiu chiú parrari”

“Vogghiu sulu chiuiri l’occhi e nun pinsari”

“Vogghiu dormiri ru un sonnu prufunnu,

ma accussi prufunnu, ra pariri mortu”

Ma picchi rici accussi, mi fai preoccupari

“Un stari in ambasci pi mia un ni vali a pena”

Ma io ti vogghiu beni e un ti pozzu virili accussi

“Un ti preoccupari a mia sta beni accussi, sulu vogghiu stari”

Rispettu lo ti pinseru e sulu ti lassu, ma ca ma ferita nellu cori,

si ci ripensi sai runni truvarimi, ti vogghiu beni

“Puru iu ti vogghiu beni, ma ora lassami sulu”

Per i non siculi, la traduco, ma non è lo stesso:

“Voglio stare solo ti ho detto”

Ma perché, risposi io

“Perché, perché, così mi va di stare”

Come mai, è successo qualche cosa?

“È successo quello che doveva succedere”

Racconta dimmi cosa è successo

“È troppo lungo da raccontare”

E tu provacci, racconta

“Ma cosa ti debbo dire, ho solo voglia di stare solo e basta”

“Non mi va di vedere o di parlare con qualcuno”

Cerca di sforzarti, sfogati che ti fa bene parlarne

“Ancora insisti, non voglio più parlare”

“Voglio solo chiudere gli occhi e non pensare”

“Voglio dormire di un sonno profondo

Ma così profondo da sembrare morto”

Ma perché dici questo, mi fai preoccupare

“Non stare in pensiero per me non ne vale la pena”

Ma io ti voglio bene e non posso vederti in questo stato

“Non ti preoccupare, per me va bene così, solo voglio rimanere”

A questo punto rispetto il tuo pensiero è solo ti lascio, ma con una ferita nel cuore

Se ci ripensi sai dove trovarmi, ti voglio bene

“Pure io ti voglio bene, ma ora lasciami solo”

Triste, molto triste, questa poesia, sembra autobiografica, chissà!

A questa condizione purtroppo ci si fa l’abitudine, naturalmente con qualche eccezione per fortuna, certamente non è una bella cosa essere lupi solitari. Talvolta anche se siamo circondati dai nostri cari ci si può sentire lo stesso soli, e quindi si ha la voglia di rimanere isolati, di staccare la spina, quest’ultima situazione la ritengo la peggiore, “sentirsi soli anche se si è in compagnia”.

Un appello: se avete dei conoscenti o degli amici in queste condizioni, stategli vicini ne hanno bisogno, talvolta la solitudine può portare a gesti estremi, vi saranno riconoscenti per sempre.

Certo è anche vero che per chi l’ha scelto come modo di vita la cosa è ben più difficile, in questo caso va rispettata la loro volontà, ma provarci non costa nulla, aiutiamoli.

car@pippo

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