Spazio Libero

Pensieri&Parole, Aiutiamo il nostro prossimo

La luce fioca di una candela accesa illuminava appena appena quella cameretta in cui Giorgio abitava oramai da due anni, da quando si era separato dalla moglie, da una settimana la compagnia che forniva l’energia elettrica aveva definitamente sospeso l’erogazione, stessa sorte che qualche mese prima aveva fatto la fornitura del gas.

Non ce la faceva più a stare dietro a tutte quelle bollette che arrivavano ad un ritmo impressionante da non concedergli tregua, tasse, bollette, estratti conto, e non ultimo il mantenimento, oramai si era arreso le accumulava sopra il tavolinetto vicino l’ingresso, non le apriva più, tanto sapere che non le poteva pagare.

Era lì seduto sul divano letto, che rimaneva sempre chiuso, tanto a cosa valeva aprirlo fatica inutile, se non dormiva o quasi la notte, le goccine che prendeva per cercare di riposare un tantino erano finite da tempo ma tanto non facevano più effetto. Oramai non pensava più o almeno ci provava, si era lasciato crescere la barba per risparmiare qualche euro su lamette, schiuma da barba e dopobarba.

Che dire poi dell’abbigliamento non comprava più qualcosa di nuovo da tanto tempo, usava e riusava sempre le stesse cose. Cose fuori moda, tanto non ci teneva più all’eleganza e dire che era famoso per essere sempre vestito alla moda e con gusto, un “fighetto” si poteva definire, tempi passati, pensava e ripensava ai vecchi tempi quando viveva a casa sua con sua moglie ed i suoi figli, ma tanto oramai non gliene importava più nulla, il passato era il passato.

Amici non ne aveva più, con i colleghi di lavoro buongiorno e buona sera, nulla di più, dopo il lavoro si ritirava a casa e lì si chiudeva la sua giornata. Il suo lavoro lo svolgeva in maniera svogliata e senza soddisfazione, prospettive di carriera non c’è ne erano più, non vedeva l’ora che arrivasse l’età per andarsene in pensione anche se per colpa delle nuove normative in materia ancora mancavano diversi anni, per lui andare ogni mattina al lavoro era una tortura, non c’erano più stimoli che nel suo mestiere erano indispensabili, troppe volte era stato umiliato, troppe volte proposto per una promozione si era visto mettere di lato scavalcato da colleghi inetti, loro facevano carriera e lui no!

Quella sera aveva un pensiero fisso che gli martellava in testa, come avrebbe fatto a pagare il mensile per l’affitto di quella specie di monolocale in cui abitava? Non sapeva come fare, il proprietario lo aveva minacciato di sfrattarlo, questa volta gli avrebbe fatto trovare la serratura di casa cambiata in maniera tale che lui non potesse più entrare nell’appartamento, lo aveva minacciato già diverse volte ma non lo aveva mai fatto, ma questa volta sapeva che quella minaccia era reale in quanto c’era già pronto un altro pretendente affittuario!

Come avrebbe fatto? Non trovava soluzione, aveva tagliato tutte le sue spese si era persino venduta la sua piccola utilitaria per pochi soldi, per andare in ufficio prendeva i mezzi pubblici senza fare il biglietto anche se aveva paura di essere pescato in flagrante e stava sempre sul chi va là se salivano i controllori, non tanto per la multa che si sarebbe beccato ma per la brutta figura che avrebbe rimediato. Non comprava più i quotidiani o libri, lui che leggeva sempre, per lui leggere era essenziale vitale direi, oramai da tanti anni, poi non parliamo del mangiare cercava di comprare l’indispensabile e certe volte neanche quello. Un uccellino mangiava di più, infatti aveva perso diversi chili i vestiti gli venivano grandi, nelle cinture non sapeva più quanti buchi aveva fatto con la forbicina per cercare di non fare cadere i pantaloni, il suo aspetto era emaciato e trasandato. Aveva persino tentato di mangiare alla mensa dei poveri ma arrivato lì si era dapprima messo in coda ma dopo averci riflettuto con una fulminea reazione di stupido orgoglio era scappato via piangendo, a differenza del banco alimentare li anche se con qualche ritrosia si era fornito già più volte.

Tante volte aveva pensato di farla finita, ma pensava che sarebbe stato un gesto da vigliacco, si ripeteva che i problemi vanno affrontati e risolti, ma queste sue certezze ultimamente vacillavano, si arrovellava il cervello, ma non riusciva a venirne a capo aveva esaurito tutte le soluzioni che in precedenza gli aveva permesso di andare avanti. Il suo pensiero fisso era che prima o dopo avrebbe messo da parte i suoi sani principi e ….

Qua mi fermo in questo racconto, troppo triste, troppo catastrofico, chiaramente il racconto è di pura fantasia, ma siamo così sicuri che è di pura fantasia? 

Siamo sicuri che non ci siano vicino a noi dei casi del genere?

Il mio vuole essere un appello a chi di noi è a conoscenza che qualche suo amico, parente, collega, etc. si trovi in queste condizioni, AIUTAMOLO, non lasciamolo solo, siamo solidali, una parola buona un gesto gentile gli ridarebbero fiducia, stiamogli vicino.

La vita di ciascun essere umano è un dono di Dio!

                                                                                                                       Car@pippo

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