La porta aperta, la figlia con il crack in mano e 65mila euro nascosti tra i vestiti: arrestato spacciatore a Paternò
I carabinieri entrano in un appartamento e trovano una centrale dello spaccio gestita in famiglia

DROGA
Padre e figlia beccati con crack e cocaina: in casa trovati 65mila euro nascosti tra scatole di vestiti
L’uomo è finito in manette, la minore è stata denunciata all’autorità giudiziaria competente.
Una porta aperta, una ragazzina che scende le scale di corsa con una dose di crack in mano, e poi un appartamento che si rivela essere una vera e propria centrale dello spaccio. È bastato entrare nell’edificio di via Treviso a Paternò per far emergere un traffico illecito che coinvolgeva un pregiudicato di 40 anni e sua figlia minorenne.
I carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Paternò li hanno arrestati al termine di un controllo antidroga che ha portato al sequestro di stupefacenti e di circa 65mila euro in contanti
I militari si presentano all’ingresso della palazzina, interamente di proprietà del 40enne, e suonano più volte ai campanelli e ai citofoni senza ricevere risposta. Riescono comunque ad accedere all’edificio e, entrando nell’appartamento al primo piano si trovano davanti una scena che non lascia spazio a interpretazioni: una giovane visibilmente agitata scende le scale di corsa con una dose già confezionata di crack stretta in una mano. È la figlia minorenne del proprietario dell’immobile.
Poco dopo arriva anche il padre, proveniente da un’altra sua abitazione nella stessa strada. Informato della presenza dei carabinieri e delle ragioni del controllo, l’uomo nega ogni responsabilità e si rifiuta di consegnare la droga che ha con sé.
A quel punto scatta la perquisizione sistematica dell’intero stabile.
Sul terrazzo del palazzo i militari trovano una busta contenente sei dosi di cocaina e una di crack. Nel corpo scala del secondo piano, nascosta tra scatole di vestiti e oggetti domestici, c’è una pochette con dentro una consistente somma di denaro in banconote di vario taglio e una serie di bigliettini con annotati i conteggi dei guadagni giornalieri. La perquisizione non si ferma: in diversi punti dell’immobile emergono altre somme di denaro, ancora accompagnate da appunti con cifre e riferimenti a proventi illeciti. Sommando tutto, i carabinieri contano in totale circa 65mila euro in contanti.
Lo stupefacente e l’intero importo in denaro ritenuto il ricavato dell’attività di spaccio vengono sequestrati. Il 40enne viene arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, che convalida il provvedimento. La figlia minorenne viene denunciata all’autorità giudiziaria competente per i minori. Entrambi rispondono di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Dietro l’apparente normalità di un palazzo residenziale di periferia si celava un sistema di piccolo-grande narcotraffico, con tanto di contabilità scritta a mano e capitali accumulati banconota dopo banconota. Un giro che i carabinieri di Paternò hanno chiuso nel giro di una mattina.



