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Parlamento della legalità, Nicolò Mannino: aiutiamo i 519 lavoratori

nicolò mannino-parlamento della legalità
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Appello e un richiamo alla coscienza da parte di Nicolò Mannino

(riceviamo e pubblichiamo integralmente) 

-Il freddo e il gelo, la rabbia e lo sconforto di circa 519 lavoratori di alcune cooperative palermitane ( tra questi la Cooperativa Comitini, della quale conosco personalmente dei validi lavoratori) ) non hanno scoraggiato la protesta davanti la Prefettura di Palermo, paralizzando  per diverse ore tutta via Cavour in attesa di una risposta per non perdere il pezzo di pane. Sono ore cruciali, di riflessione e di decisione e vorremmo che principalmente i politici nati e cresciuti in questa martoriata e insanguinata terra di Sicilia, elevassero la voce non permettendo all’indifferenza di qualcuno di giocare sul futuro di molte famiglie.Sono padri e madri di famiglia, lavoratori onesti e puliti che chiedono di continuare a lavorare nelle cooperative che da circa venti anni ancora non stabilizzano quanti hanno assunto la dignità del lavoro e della serenità tra le mura domestiche. Non sarebbe il caso di ricordare quanto detto dall’allora Cardinale di Palermo  Salvatore Pappalardo a un funerale di “Stato “-“Mentre a Roma si discute , Sagunto viene espugnata dai nemici ” Oggi la città di Sagunto è ancora e disgraziatamente Palermo, la stessa che si prepara a celebrare il venticinquesimo anniversario della strage di Capaci e Via D’Amelio. Ma con quale animo si possono fissare incontri e altro quando si stanno per lasciare sul lastrico di una strada bel 519 famiglie che hanno diritto al lavoro alla stabilizzazione, alla riconsegna di una dignità umiliata e schiaffeggiata da una lenta burocrazia che grida giustizia al cospetto di Dio.Cosa avrebbero fatto i tanti Falcone, Borsellino, Padre Puglisi, Carlo Alberto dalla Chiesa, Pio La Torre, Piersanti Mattarella …Non può avere pace quel politico di governo o di opposizione se fa finta di non udire l’appello di queste centinaia di famiglie palermitane che in prossimità delle feste di natale si sono viste arrivare la lettera di licenziamento. Non è coerentemente onesto far finta di non sentire e non vedere , tanto il “referendum” è passato e a nessuno (tranne a qualcuno che da anni ha impugnato la difesa del posto di lavoro di questi uomini e donne ) interessa più il “sud ” e le sue problematiche. No: questa si chiama incoerenza , si chiama menefreghismo che non va taciuto. Bisogna far sapere che  questo natale non è come gli altri e a nulla serve ricordare anniversari più o meno importanti se prima non si garantisce il posto di lavoro a quel papà che da anni è precario e dopo anni e anni di lavoro, di sudditanza e di silenzi adesso al biglietto di auguri si vede recapitare il “licenziamento ” datato 31 dicembre. Rivolgo questo appello alla società civile, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente del Senato Pietro Grasso, entrambi figli della terra di sicilia, lo stesso al Ministro Alfano e ai Sottosegretario di Governo che prima del 4 dicembre hanno organizzato eventi politici invitando gli stessi che oggi sono abbandonati e rischiano tutto a non disertare l’appuntamento col personaggio da applausi. Oggi l’applauso lo dirigo a questi papà che al freddo e al gelo( come copione di natale impone ) stanno chiedendo al Prefetto di Palermo,al MIUR di non essere abbandonati, di non dare promesse, di non giocare col pane del figli. Non è umano e non è giusto. Povera Sicilia, Povero Sud, Povera Palermo. MA cosa si dirà ai figli di questi genitori che per anni hanno lavorato nel precariato e pur se ci sono le leggi che prevedono a livello Europeo la stabilizzazione, proprio alle porte delle festività natalizie si buttano per strada tanti lavoratori? Se chi è nei palazzi romani, nelle poltrone della politica non riesce a garantire la dignità del posto di lavoro e del rispetto dell’articolo della costituzione, se non ce la fa perchè non ha la forza di urlare con i poveri, con i lavoratori, con chi non ha pensioni d’oro o stipendi da capogiro, per piacere “Lasci perdere la Politica”. Domani tutto questo e di altro ancora ne dovrà rendicontare al cospetto di Dio. Si perchè proprio mentre Dio sta per incarnarsi e farsi Uomo, uomini un pò distratti non si accorgono che 519 papà ( e sono tanti ) chiedono rispetto, lavoro e tutela.E questo uno Stato che si professa democratico e a servizio ( ?) dei cittadini  ( o  delle caste delle correnti politiche ) deve far proprio il grido dei lavoratori. A chi si sta schierando per trovare una soluzione al “non licenziamento” e alla stabilizzazione dei nostri lavoratori va tutto il nostro plauso e incoraggiamento, ma a chi fa finta di niente va tutto il nostro sdegno. Ai lavoratori delle Cooperative solo un messaggio: rimanete uniti, lottiamo perchè alla fine si Vince se si vuole con forza e caparbietà-

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