Economia & Lavoro

Pantelleria, incontri per il processo di certificazione del pescato ittico locale delle isole minori di Sicilia

Un’intensa fase di divulgazione e confronto con gli operatori interessati,  si  è conclusa venerdì 12 giugno nel Comune pantesco  che,  nelle scorse settimane , negli incontri presso le sale consiliari dei comuni delle isole minori delle Egadi e delle Eolie,  ha visto protagonisti,  decine di  pescatori, ristoratori e trasformatori locali in un dibattito animato e finalizzato a dare identità e contenuti al futuro marchio certificato di qualità del pescato locale.

 

L’ultimo degli  incontri assembleari propedeutici  con gli operatori locali  per  definire un disciplinare  ed avviare l’iter procedurale di riconoscimento del futuro marchio del  pescato delle isole  minori di Sicilia si  è  svolto nella Sala Consiliare di  Pantelleria  con l’apporto e il contributo di  di Enrico De Micheli, Direttore di  Agroqualità;  Franco Russo, Dirigente  di Ecopraxi;  Pino Gullo,  esperto in problematiche Agroalimentari;  Francesco Bertolino, Biologo Marino esperto di tecniche di pesca. Oltre a numerosi pescatori e ristoratori locali, era presente anche il sindaco del Comune Pantesco, Salvatore Gabriele

Il progetto  di certificazione del pescato ittico locale delle isole minori, voluto per iniziativa del GAC Isole di Sicilia, con  l’apporto  di Agroqualità ed Ecopraxi (due aziende specializzate  in attività di certificazione di qualità nell’agroalimentare), che  ha cominciato a muovere i primi passi, può adesso passare alla fase operativa.

La sostenibilità ambientale, l’origine autoctona, le tecniche poco impattanti praticate dalla pesca artigianale dei pescatori locali,   le qualità organolettiche  e l’elevata valenza della biodiversità, sono i primi elementi di distintività da valorizzare con il marchio,  emersi dal confronto con gli esperti  e dai dibattiti svoltesi nei giorni scorsi .

Marcare la differenza con il prodotto della pesca  industriale, recupero delle antiche  tecniche artigianali di trasformazione e conservazione,  valorizzare le tecniche di lavorazioni e di pesca  artigianali,  bontà e freschezza del  prodotto tipico locale, per educare e tutelare il consumatore rispetto all’invasione, anche nella ristorazione locale, di ingenti stock  di prodotti  provenienti dagli oceani, in gran parte congelati, sono questi gli altri elementi emersi dai dibattiti  con gli operatori  isolani.

L’avvio del  progetto di certificazione attraverso la gestione di un marchio,  fortemente voluto dal C.d.A del GAC Isole di Sicilia,  ha innescato  un processo a tappe che porterà,  attraverso sinergie e campagne  di comunicazione verso i consumatori,   fra operatori e istituzioni,  di  far   recuperare valore aggiunto ai  pescatori, ai   ristoratori e ai trasformatori delle isole minori.

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