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Panormus compie trent’anni e sessanta scuole prendono Palermo per mano

Tre weekend di maggio, settanta siti adottati e orchestre nei cortili storici: gli studenti aprono una Palermo che i turisti non hanno mai visto

ISTRUZIONE E CITTÀ

Sessanta scuole adottano Palermo e la raccontano come non l’avete mai vista

Dal canile municipale alle ville storiche, dai quartieri periferici ai palazzi nobiliari: studenti palermitani trasformano la città in un’aula a cielo aperto. Tre weekend di maggio, settanta siti, performance musicali e una mostra fotografica a Danisinni.

Palermo si consegna agli studenti. Per la trentesima volta, il progetto “Panormus. La scuola adotta la città” trasforma ragazze e ragazzi di sessanta istituti scolastici nei narratori ufficiali della propria città. Il tema scelto per questa edizione è “La città che vorrei”: non un’utopia astratta, ma uno sguardo concreto e a tratti spiazzante su una Palermo che va molto oltre i monumenti del centro storico.

Non solo arte: Palermo si mostra tutta intera

Sono settanta i siti di rilevanza culturale adottati quest’anno, e l’elenco sorprende. Accanto ai luoghi canonici del patrimonio storico-artistico, gli studenti guideranno i visitatori alla caserma dei Vigili del Fuoco, al canile municipale — dove sono stati realizzati interventi significativi per il benessere degli animali — e nei quartieri di Danisinni e dello Sperone, spesso marginalizzati dalla narrazione ufficiale della città.

“All’inizio era una lodevole iniziativa che rendeva fruibili i monumenti e le bellezze cittadine, oggi è più la rappresentazione di una città nella sua completezza, nella sua realtà, nelle sue contraddizioni, nei suoi servizi, nel suo rapporto con gli animali. È in qualche modo portare i giovani a essere protagonisti della narrazione della propria città.”
Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo

Tre weekend, settanta luoghi, una città che si fa aula

Le adozioni si svolgeranno nei weekend del 9-10, 16-17 e 30-31 maggio 2026, e rappresentano il momento conclusivo di un percorso didattico iniziato mesi fa. A fare da colonna sonora alle visite sarà la sezione “Panormus sotto le stelle”: orchestre e cori degli istituti a indirizzo musicale si esibiranno in spazi urbani come Palazzo Branciforte, il Castello di Maredolce, Villa Trabia e Villa Filippina. Non semplici concerti, ma performance pensate come parte del racconto della città.

“l tema di questa edizione nasce dalla volontà di stimolare nei più giovani un rinnovato senso di appartenenza al proprio territorio. L’iniziativa mira a promuovere un’idea di legalità che vada oltre la semplice conoscenza delle regole, puntando a favorire comportamenti corretti e responsabili nei confronti del bene comune.”
Aristide Tamajo, Assessore all’Istruzione

Palermo incontra Atene, e lo ZEN diventa un gioco da tavolo

Tra le attività più originali di questa edizione c’è il gemellaggio tra il Liceo Vittorio Emanuele II e il Liceo Classico 15 Gel di Atene: il punto di incontro è la statua dell’ammiraglio Kanaris di Benedetto Civiletti, custodita nel parco Pier Santi Mattarella — un filo mediterraneo che unisce due città, due culture e due storie scolastiche. Nel quartiere ZEN, invece, gli studenti dell’I.C.S. Florio/San Lorenzo hanno giocato ad Urbalia, un gioco da tavolo che li ha fatti immaginare e progettare il loro quartiere ideale: cittadinanza attiva come non si era mai vista.

Una mostra a Danisinni e i ritratti di un quartiere che vuole essere visto

Il 15 maggio, lungo la cancellata dell’asilo Galante in piazza Danisinni, aprirà la mostra “Album”: fotografie degli abitanti del quartiere scattate da Anna Fici, fotografa e sociologa dell’Università di Palermo. Ogni ritratto sarà accompagnato da un QR code che rimanda a brevi contenuti narrativi — testi e audio — raccolti attraverso interviste dirette. Un progetto dell’Accademia di Belle Arti finanziato dal Ministero dei Beni Culturali, che trasforma la strada in una galleria e gli abitanti in protagonisti.

Il manifesto lo firmano quattro studenti: ceramica siciliana contro il cemento

L’immagine grafica della trentesima edizione è opera di Margherita Liparoto, Luana Badalamenti, Alice Piscopo e Andrea Trapani dell’Istituto Damiani Almeyda-Crispi. Il manifesto mette in dialogo le mattonelle della ceramica siciliana — simbolo di gioia e tradizione — con il cemento della città contemporanea, sullo sfondo di San Giovanni degli Eremiti, icona dell’architettura multiculturale palermitana. Un lavoro che non illustra la città: la interpreta.

Borse di studio e chiusura al Teatro Massimo

L’edizione si concluderà l’8 giugno alle 10.30 nella sala Grande del Teatro Massimo, con la restituzione simbolica delle chiavi della città da parte degli studenti al Sindaco. L’assessorato ha anche istituito 70 borse di studio da 250 euro ciascuna per gli studenti più meritevoli al termine del primo ciclo di istruzione: un riconoscimento concreto che accompagna l’impegno civico con quello scolastico.

Palermo, in questi weekend di maggio, non è solo una città da visitare. È una città che si spiega da sola, attraverso le voci di chi la abita ogni giorno — e che ha scelto di imparare a conoscerla per poterla cambiare.

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