La minaccia invisibile dei conflitti cognitivi: le istituzioni del Mediterraneo tracciano la nuova linea difensiva contro le manipolazioni digitali
L'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo unisce le forze con gli organismi europei a Roma per ridefinire le regole dell'informazione nell'ecosistema web

Le istituzioni internazionali cambiano radicalmente l’approccio strategico di fronte alla metamorfosi della sicurezza globale, spostando l’attenzione dai confini fisici alle reti digitali che collegano le comunità e i cittadini. A Roma, l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM) ha preso parte attiva alla conferenza intitolata “L’Europa di fronte alla sfida della guerra ibrida e cognitiva: la responsabilità dell’informazione”, un vertice cruciale organizzato dall’Osservatorio TuttiMedia insieme all’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia. I rappresentanti siciliani e dell’intero bacino marittimo guardano con crescente apprensione a fenomeni che rischiano di inquinare il dibattito pubblico locale e sovranazionale attraverso meccanismi invisibili.
Il vertice romano ha registrato gli interventi di figure di primo piano della politica continentale come Carlo Corazza, Cristina Monti e Maria Pia Rossignaud, seguiti dal contributo dei vertici parlamentari tra cui la vicepresidente dell’Eurocamera Pina Picierno e gli eurodeputati Salvatore De Meo, Brando Benifei e Gaetano Pedullà. Il nucleo del confronto ha svelato la profonda disparità normativa che separa i professionisti dell’informazione tradizionale dagli attori che operano nell’ombra delle piattaforme web.
Mentre i giornalisti rispondono a precise regole deontologiche e legali, i sistemi algoritmici e i profili anonimi diffondono contenuti senza alcuna barriera di responsabilità civile o penale.
L’inviato della PAM ha esposto un’analisi lucida basata sui vent’anni di attività dell’organismo, descrivendo il passaggio storico dai vecchi conflitti armati a tecniche di destabilizzazione psicologica che sfruttano deepfake, propaganda mirata, attività di hacker statali e uso distorto dei nuovi software di automazione. Queste azioni non colpiscono solo gli apparati militari, ma mirano direttamente a frammentare la coesione sociale e a condizionare le scelte economiche dei territori. Le Nazioni Unite manifestano forti difficoltà nel costringere i colossi della Silicon Valley ad accettare codici di condotta universali, lasciando i singoli Paesi scoperti davanti alle ondate di notizie false.
Per arginare la minaccia nei territori strategici come la Sicilia e le aree frontaliere, la PAM ha potenziato le attività del proprio Centro per gli Studi Globali (CGS) in stretto contatto con il Comitato Esecutivo Antiterrorismo del Consiglio di Sicurezza ONU. L’Assemblea difende i processi democratici sul campo attraverso il monitoraggio diretto, come dimostra la recente missione di osservazione elettorale attuata a Bucarest per le presidenziali in Romania del novembre 2024, considerata un modello di contrasto alle narrazioni esterne manipolative durante le votazioni.
Il piano d’azione per il futuro prevede lo sviluppo di un apposito seminario che coinvolgerà i legislatori dell’area euro-mediterranea, del Caucaso e del Golfo Pérsico, chiamando al tavolo i vertici delle Big Tech e i garanti delle comunicazioni per imporre regole certe sulla diffusione dei video online. L’incontro si è concluso con l’avvio di un progetto per una nuova piattaforma comune dei media digitali dell’area euro-mediterranea, un’alleanza professionale che collegherà le redazioni per blindare l’integrità dei flussi informativi e proteggere l’opinione pubblica da attacchi informatici coordinati.
English Version
The invisible threat of cognitive warfare: Mediterranean institutions draw a new defensive line against digital manipulation
The Parliamentary Assembly of the Mediterranean joins forces with European bodies in Rome to redefine information rules and block geopolitical interference in the web ecosystem.
International institutions are radically changing their strategic approach in response to the transformation of global security, shifting attention from physical borders to the digital networks that connect communities and citizens. In Rome, the Parliamentary Assembly of the Mediterranean (PAM) actively participated in the conference titled “Europe Facing the Challenge of Hybrid and Cognitive Warfare: The Responsibility of Information,” a crucial summit organized by the Osservatorio TuttiMedia in collaboration with the Office of the European Parliament in Italy. Representatives from Sicily and the entire Mediterranean basin are increasingly concerned about phenomena that risk contaminating local and supranational public debate through invisible mechanisms.
The Rome summit featured contributions from leading figures in European politics such as Carlo Corazza, Cristina Monti, and Maria Pia Rossignaud, followed by interventions from parliamentary leaders including Vice-President of the European Parliament Pina Picierno and MEPs Salvatore De Meo, Brando Benifei, and Gaetano Pedullà. The core of the discussion revealed the deep regulatory gap that separates traditional journalism professionals from actors operating in the shadows of web platforms.
While journalists are bound by precise ethical and legal standards, algorithmic systems and anonymous profiles spread content without any form of civil or criminal accountability.
The PAM envoy presented a clear analysis based on the organization’s twenty years of activity, describing the historical shift from traditional armed conflicts to psychological destabilization techniques that exploit deepfakes, targeted propaganda, state-sponsored hacking activities, and the distorted use of new automation software. These actions do not only affect military structures but directly aim to fragment social cohesion and influence the economic choices of territories. The United Nations is experiencing significant difficulties in compelling Silicon Valley giants to adopt universal codes of conduct, leaving individual countries exposed to waves of misinformation.
To counter this threat in strategic territories such as Sicily and border regions, PAM has strengthened the activities of its Global Studies Center (CGS) in close coordination with the United Nations Security Council’s Counter-Terrorism Executive Committee. The Assembly defends democratic processes on the ground through direct monitoring, as demonstrated by its recent election observation mission in Bucharest during the Romanian presidential elections of November 2024, considered a model for countering external manipulative narratives during voting periods.
The action plan for the future includes the development of a dedicated seminar involving legislators from the Euro-Mediterranean area, the Caucasus, and the Persian Gulf, bringing together Big Tech executives and communications regulators to establish clear rules on the dissemination of online videos. The meeting concluded with the launch of a project for a new shared digital media platform for the Euro-Mediterranean area, a professional alliance that will connect newsrooms to secure the integrity of information flows and protect public opinion from coordinated cyberattacks.



