Assemblea Parlamentare del Mediterraneo: sicurezza cooperativa al centro del seminario PAM-CGS e NDCF
A Roma esperti e istituzioni a confronto su minacce ibride, multilateralismo e nuove strategie tra Euro-Mediterraneo e Golfo
ROMA 16/02/2026 – Un seminario di alto livello promosso dalla Parliamentary Assembly of the Mediterranean (PAM), dal suo Centre for Global Studies (PAM-CGS) e dalla NATO Defense College Foundation (NDCF) ha riunito nella Capitale decisori, analisti e professionisti per discutere di sicurezza cooperativa tra Euro-Mediterraneo e Golfo, in una fase segnata da tensioni e frammentazione delle alleanze.
L’incontro – inserito nel quadro della roundtable “Regions at the Centre – Cooperative Security: Cooperation versus Fragmentation” – ha articolato il confronto in due panel: “Rebuilding Geo-Political Space: Partnerships Beyond Fragmentation” e “Cooperative Security in Practice: Preventing Escalation, Establishing Collective Framework”.
Il nodo politico: fiducia, alleanze selettive e crisi del multilateralismo
Il primo panel ha messo a fuoco i rischi generati da allineamenti competitivi, partnership “a geometria variabile” e riduzione della fiducia nei meccanismi multilaterali. A moderare la sessione è stato Claudio Antonelli, vice direttore de Il Sole 24 Ore Mediterraneo.
Nel dibattito è stato ribadito un punto di partenza: sicurezza, stabilità e pace restano precondizioni per cooperazione e sviluppo. In parallelo, è emersa la necessità di approcci politici realistici e completi, con un richiamo alla centralità di stato di diritto, integrità istituzionale e riforme efficaci del settore sicurezza, anche alla luce delle crisi in corso nello scenario europeo.
Minacce ibride, traffici e risposte coordinate
I relatori hanno evidenziato l’esposizione dell’area a shock esterni, terrorismo e reti criminali transnazionali, con riferimento a traffico di armi, droghe e esseri umani. Ampio spazio è stato dedicato alle minacce ibride e cognitive, che richiedono risposte integrate sul piano politico, economico, civile e militare.
In questo quadro, la diplomazia parlamentare è stata indicata come uno degli strumenti più utili quando i canali diplomatici formali risultano indeboliti: i canali parlamentari, spesso, restano attivi anche in fasi di forte tensione. Dal 2006, la PAM si propone come piattaforma di dialogo per ridurre incomprensioni e sostenere percorsi di cooperazione tra le regioni coinvolte.
Le “vie operative”: volontà politica e ruolo delle organizzazioni regionali
Il secondo panel, moderato dalla giornalista e autrice Gaia Pellegrini-Bettoli, ha spostato l’attenzione sugli strumenti pratici: dalla prevenzione dell’escalation alla costruzione di cornici collettive. È stato sottolineato il peso della volontà politica nel consolidare narrative di pace e la funzione delle organizzazioni regionali nel tenere vicine le due sponde del Mediterraneo, soprattutto nei momenti di crisi.
Nel confronto sono emersi anche fattori di instabilità che si intrecciano: catastrofi climatiche, pressione migratoria, tratta, vulnerabilità delle rotte del commercio marittimo, oltre a nuove forme di pressione e conflittualità.
Nelle considerazioni finali, il presidente della PAM, l’On. Centemero, ha richiamato la necessità di rafforzare la resilienza del multilateralismo e delle istituzioni democratiche, trasformando gli spunti emersi in azioni concrete e valorizzando le piattaforme regionali come spazi privilegiati di cooperazione e fiducia.
Approfondimento (fonte): PAM-CGS – NDCF High-Level Seminar: Discussions and Ways Ahead.
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