Palermo, Zacco contro l’avviso per gli oratori: “Dieci giorni non salvano un adolescente”
L’avviso del Servizio Sociale divide: risorse minime e tempi troppo stretti
Il consigliere comunale Ottavio Zacco boccia senza appello l’avviso pubblico del Servizio Sociale destinato agli enti ecclesiastici con oratori. La misura prevede 20.000 euro complessivi da distribuire tra i progetti, con un tetto massimo di 2.500 euro per ciascuna iniziativa e l’obbligo di realizzare appena dieci giorni di attività tra novembre e dicembre, nella fascia oraria 15:30-19:00.
Zacco definisce l’impianto “inadeguato a rispondere al disagio sociale dilagante tra i minori dei nostri quartieri”. La critica più dura riguarda la temporaneità dell’intervento: dieci giorni concentrati in due mesi non permettono alcuna continuità educativa e contraddicono qualsiasi obiettivo serio di prevenzione della devianza o sostegno alle famiglie.
“Il disegno complessivo replica una logica da evento, mentre le periferie chiedono servizi stabili, tutoraggio continuativo, équipe multiprofessionali e reti educative di prossimità” attacca il consigliere. Lo stesso avviso pubblico riconosce nel preambolo la crescita di vandalismo, microcriminalità e disagio psico-sociale, ma la risposta amministrativa resta minimale sia nei tempi che nelle risorse.
Palermo attraversa una fase acuta di povertà educativa, dispersione scolastica e fragilità familiari
Gli oratori e i presìdi del Terzo Settore svolgono una funzione pubblica essenziale di animazione sociale e costruzione di comunità educanti, ma secondo Zacco ricevono briciole invece di un sostegno adeguato.
Il consigliere propone un cambio di passo radicale: un Piano triennale per minori e famiglie con risorse dedicate e indicatori chiari, convenzioni annuali con gli oratori come presìdi educativi di prossimità aperti nei pomeriggi e nelle ore serali, il rafforzamento delle équipe socio-educative di quartiere con educatori, psicologi, assistenti sociali e mediatori, una vera integrazione con scuole, parrocchie, ASP e reti associative.
“Dieci giorni non salvano un adolescente, non sostengono una famiglia, non cambiano il destino di un quartiere. Se davvero vogliamo contrastare il disagio, occorrono risposte strutturali, investimenti seri e un’alleanza stabile con oratori e Terzo Settore. La nostra città purtroppo è cambiata e ha bisogno di un’inversione di rotta” conclude Zacco.







