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Palermo: tra “anarchia”, mancanza di disciplina, ciclabili fantasma e “buche della morte”

Vedere un veicolo destinato all'istruzione parcheggiato in totale spregio delle regole non è solo un’infrazione, è una resa culturale.

Palermo: tra “anarchia”, mancanza di disciplina, ciclabili fantasma e “buche della morte”

Palermo 16.04.2026. A Palermo, il concetto di codice della strada sembra essere diventato per molti un suggerimento facoltativo, una traccia sbiadita quasi quanto la segnaletica orizzontale delle nostre strade.

Una strada che, come me, percorrono giornalmente lavoratori, genitori che portano a scuola i figli, persone che si recano in ambulatori medici per visite importanti, voli da prendere in orari e tanto altro, tutti i giorni si trovano a “combattere una guerra” per sfidare il tempo in una condizione di sicurezza precaria (se così vogliamo definirla).

Quella che doveva essere una rivoluzione della mobilità dolce si è trasformata nell’ennesimo capitolo di una saga fatta di superficialità  da parte degli addetti ai lavori, incuria e inciviltà privata, specialmente lungo il viale Regione Siciliana.

Benvenuti nella giungla urbana, dove il diritto del più prepotente regna sovrano in un contesto di degrado strutturale ormai insostenibile!

Partiamo dal  “trabocchetto” delle piste ciclabili e il collasso del traffico
Il primo schiaffo arriva da una pianificazione che sembra ignorare la realtà del flusso veicolare.
In diversi tratti di via regione siciliana, i lavori per le corsie ciclabili sono stati realizzati con una superficialità disarmante, posizionando divisori fisici in cemento. L’incompiuta!
Questi cordoli si confondono con l’asfalto grigio a causa di una totale assenza di segnalazione visiva e di elementi catarifrangenti, diventando trappole mortali nelle ore notturne. Come se non bastasse, questo intervento ha dato il colpo di grazia alla viabilità: le carreggiate, già sacrificate anni fa per far spazio alla linea del tram, sono state ulteriormente strozzate, riducendo lo spazio da due corsie a poco più di una. Il risultato è un aumento smisurato del traffico che tiene in ostaggio migliaia di cittadini ogni giorno, trasformando un’arteria vitale in un imbuto perenne.

L’anarchia del parcheggio: se l’istruttore insegna il sopruso, stiamo messi male
Oltre il danno la beffa!
In questo scenario di caos pianificato, l’arroganza dei singoli trova terreno fertile.
Le nuove e discusse corsie sono diventate aree di sosta creativa, occupate con una spavalderia tale da ostruire ogni passaggio.
L’ironia raggiunge vette grottesche quando, tra le auto posteggiate selvaggiamente dove vige il divieto più assoluto, svetta la livrea di una scuola guida. Vedere un veicolo destinato all’istruzione parcheggiato in totale spregio delle regole non è solo un’infrazione, è una resa culturale. Chi dovrebbe forgiare i guidatori di domani, insegnando il rispetto per la sicurezza e per le diverse utenze della strada, si fa invece portavoce dell’anarchia più spicciola, legittimando agli occhi dei neopatentati l’idea che la striscia bianca sia un semplice decoro e non un limite invalicabile.

Strade colabrodo e alto rischio tragedia
A completare questo quadro desolante interviene lo stato pietoso del manto stradale, costellato da buche profonde e pericolosissime che sembrano ormai parte integrante del paesaggio palermitano.

Non si tratta di semplici crepe, ma di veri e propri crateri che rappresentano un rischio letale soprattutto per i motociclisti, costretti a gimcane disperate per evitare la caduta.

Anche gli automobilisti non sono risparmiati, rischiando quotidianamente di distruggere i braccetti e le sospensioni delle proprie vetture. Viene da chiedersi, con amara rabbia, se le autorità competenti stiano aspettando il morto prima di intervenire con un piano di ripristino serio.

Palermo è oggi una città al limite, dove il mix tossico di lavori approssimativi, segnaletica assente e maleducazione cronica sta trasformando la circolazione in una scommessa sulla propria incolumità!

Marianna Costantino

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