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Palermo, sgominata la “Banda del Buco”

Polizia. Foto Internet

Una banda di delinquenti, sfortunati, che usavano metodi obsoleti e molto arretrati per i loro colpi è stata sgominata stanotte a Palermo.

Sono passati tre anni da quando sono partite le indagini della polizia che hanno portato all’arresto della “ Banda del Buco” così chiamata perché i suoi 9 componenti utilizzavano la tecnica del foro della parete per derubare gioiellerie e banche.

In manette sono finiti 8 uomini, tra cui Salvatore Battaglia, titolare di un autolavaggio di piazzetta Cairoli, e il bagherese, Tommaso Cipolla, che di mestiere faceva la guardia giurata. Il nono uomo è ancora ricercato.

La banda è sempre arrivata a un soffio dal mettere a segno i colpi. L’arrivo tempestivo della polizia portava sempre ad un nulla di fatto. Sono quatto gli episodi che hanno portato al loro arresto, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla perpetrazione di rapine in danno di istituti bancari, uffici postali e gioiellerie.

Un solo colpo doveva essere messo a segno a Palermo, alla gioielleria “Les Cadeaux” di via Ferdinando Li Donni, ma fallì per l’arrivo della polizia. L’inchiesta della sezione antirapina, guidata dal vicequestore aggiunto Silvia Como, ha preso il via nel 2009 ed è stata coordinata dai magistrati Maurizio Scalia e Fabio Bonaccorso.

Il gip Nicola Aiello ha disposto per sei degli indagati la custodia cautelare in carcere e per tre i domiciliari. La polizia, attraverso le intercettazioni ambientali e telefoniche, ha seguito le preparazioni di rapine in due banche, una a Trapani e una nell’agrigentino, mentre un’altra ad un tabacchi di Bagheria, tutte comunque sfumate.

Alessandro Marsala

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